LA MADRE DI SARA ANDRÀ IN TUTTE LE SCUOLE PER SENSIBILIZZARE I GIOVANI CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE,"DA OGGI VIVRÒ SOLO PER QUESTO: PER EDUCARE, PER SENSIBILIZZARE..."
- La Redazione

- 7 apr 2025
- Tempo di lettura: 2 min
“Preside, aiutami ad entrare in tutte le scuole. Da oggi vivrò solo per questo: per educare, per sensibilizzare, perché "nessun’altra figlia venga strappata alla vita in questo modo...”

Oggi si sono svolti i funerali di Sara Campanella, la giovane uccisa lo scorso 31 marzo, vittima dell'ennesimo femminicidio. Sara Campanella, 22 anni, è stata uccisa a coltellate da Stefano Argentino, i due ragazzi frequentavano la stessa facoltà presso l’università di Messina. La giovane si trovava nei pressi dell’ingresso dello stadio “Giovanni Celeste” quando è stata colpita da almeno 5 coltellate tra schiena e collo.
Come riportato su Messina Today, Stefano Argentino era morboso e controllante, pedinava la giovane da ormai 2 anni. Gli inquirenti sono in possesso anche di alcuni messaggi audio nel quale la ragazza chiedeva di essere lasciata in pace. I genitori della giovane vittima non erano a conoscenza delle violenze psicologiche che stava subendo Sara, la madre a tal riguardo afferma che la vittima avrebbe sottovalutato le intenzioni del suo collega di facoltà. La madre della giovane studentessa, maestra di scuola dell'infanzia, chiede di poter entrare nelle scuole per sensibilizzare contro la violenza sulle donne:
“Preside, aiutami ad entrare in tutte le scuole. Da oggi vivrò solo per questo: per educare, per sensibilizzare, perché nessun’altra figlia venga strappata alla vita in questo modo.” Cetty Zaccaria, così si chiama la madre della vittima, è pronta ad incontrare i giovani nelle scuole, vuole trasformare il suo dolore in un impegno verso le nuove generazioni. Cetty Zaccaria come Giulio Cecchettin , padre di Giulia uccisa dal suo fidanzato l’ 11 novembre del 2023 che ha dato vita ad una fondazione (CLICCA QUI), vuole dedicare la sua vita nel sensibilizzare i giovani contro la violenza sulle donne, perché nessun’altra ragazza resti vittima a causa di un rifiuto.
di La Redazione




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