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Insegnante lega alla sedia un alunno di 6 anni con un laccio di stoffa. La donna finisce a processo ma nega ogni accusa. Si è trattato di un episodio di burnout?

La donna in sua difesa ha affermato: “Mi sono sempre rapportata al bambino con dolcezza. Voleva stare al centro dell’attenzione e io glielo lasciavo fare...

È accaduto a Roma, un'insegnante di scuola primaria finisce a processo per aver legato il proprio alunno di 6 anni alla sedia con un laccio di stoffa, per non permettergli alcun movimento e gli avrebbe appeso anche una borsa al collo per farlo concentrare meglio.

Successivamente lo avrebbe trascinato con forza fuori dalla scuola mentre il piccolo era in evidente stato di shock e piangeva disperatamente. Il fatto è accaduto cinque anni fa, ma ha richiamato l’attenzione in quanto la docente, dopo tutto questo tempo, ha deciso di difendersi rispondendo alle domande del pubblico Ministero. La donna in sua difesa ha affermato: “Mi sono sempre rapportata al bambino con dolcezza. Voleva stare al centro dell’attenzione e io glielo lasciavo fare. Non l’ho mai maltrattato”.

Presente in aula anche la psicologa del minore che ha testimoniato. Nel suo intervento ha dichiarato come questi episodi di violenza, fisica e psicologica, avrebbero scaturito forte ansia e agitazione nel bambino. Ma la docente ha respinto ogni accusa affermando: “L’ho conosciuto in prima elementare. Era un bambino sveglio, intelligente, molto vivace. Ho sempre avuto con lui un buon rapporto, come con tutti i miei alunni. A quell’età bisogna usare dolcezza, i bambini arrivano pieni di energia e curiosità”.

La versione rilasciata dall'insegnante è incongruente con quella fornita dall’accusa. Un fatto che riaccende i riflettori su diverse tematiche, innanzitutto sarebbe opportuno chiarire la sua veridicità, se così fosse, quali comportamenti il minore avrebbe adottato per scaturire una reazione così estrema nell’insegnante. Certamente questo non la giustificherebbe, ma evidenzierebbe come il rischio di burnout è un problema serio e presente. Docenti, insegnanti sono una categoria da non trascurare, svolgono un lavoro delicato e la non lucidità in determinate occasioni può seriamente mettere a rischio la salute mentale propria e degli studenti. Ora la decisione spetterà al giudice che a breve emetterà la sentenza. Seguiranno aggiornamenti. 



di NATALIA SESSA

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