Indicazioni Nazionali per i Licei, più spazio ai classici e all'intelligenza artificiale: ecco cosa cambia
- La Redazione

- 30 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Il testo all'esame del CSPI rafforza il ruolo di Manzoni e Dante, amplia il canone degli autori studiati e introduce un approccio critico a…

Il cambiamento dell'insegnamento letterario nei licei italiani è racchiuso nel nuovo e rielaborato progetto, attualmente sottoposto all'esame del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI). Rispetto alle stesure preliminari, il documento arrivato sul tavolo dell'organo consultivo presenta un profondo affinamento sia nei contenuti sia nelle strategie di insegnamento. Le nuove coordinate mirano a creare un delicato punto di equilibrio: da un lato la necessità di ancorarsi saldamente alla tradizione nazionale, dall'altro l'urgenza di formare cittadini consapevoli delle moderne sfide digitali.
Il cambiamento più evidente riguarda i grandi classici, che riconquistano una centralità assoluta. Se nelle prime ipotesi si pensava di alleggerire il carico didattico dei primi due anni, ora il romanzo di Alessandro Manzoni torna a essere un pilastro imprescindibile fin dal biennio iniziale. La sua lettura viene infatti considerata essenziale per comprendere a fondo le radici storiche della nostra lingua, ponendo l'opera manzoniana sullo stesso piano del capolavoro di Dante Alighieri. Proprio l'analisi dantesca sarà protagonista di un'altra importante novità: l'esplorazione dei canti non sarà più compressa a metà del percorso scolastico, ma si dilaterà in modo continuo per l'intero triennio conclusivo, accompagnando i ragazzi fino alla maturità.
Sul piano della didattica, i docenti saranno incoraggiati ad accantonare lo studio mnemonico delle vite degli scrittori. L'approccio si baserà sui brani fondamentali, testi esemplari dai quali gli allievi dovranno estrapolare autonomamente lo stile e il clima culturale dell'epoca studiata. Fermo restando il principio di analizzare poche opere ma in maniera molto approfondita, il Ministero ha comunque deciso di allargare notevolmente il ventaglio degli autori consigliati. I più giovani si confronteranno con nomi come Mario Rigoni Stern, Emilio Salgari e Dino Buzzati, scoprendo inoltre voci femminili di grande spessore, da Grazia Deledda ad Anna Maria Ortese, fino a toccare firme contemporanee come Paolo Cognetti ed Elena Ferrante.
L'elenco per l'ultimo anno scolastico, invece, si arricchisce con autori post-unitari del calibro di Federico De Roberto, Federigo Tozzi, Riccardo Bacchelli, Umberto Eco e Amelia Rosselli. Si aprirà inoltre una finestra sulla saggistica straniera di stringente attualità, ritenuta fondamentale per riflettere sull'evoluzione del ruolo femminile e sul peso della dimensione culturale nella storia.
L'altra grande sfida introdotta dal testo in approvazione riguarda l'uso delle tecnologie in classe. L'intelligenza artificiale non verrà demonizzata, bensì sezionata in modo critico: gli studenti dovranno approfondire il funzionamento dei software generativi (il cosiddetto idioma artificiale), imparando a riconoscerne le imperfezioni, le distorsioni inventate dalla macchina e i delicati problemi relativi alla tutela dei dati e al diritto d'autore.
A tale proposito, resta che gli studenti non potranno mai demandare al computer la risoluzione di compiti che non siano prima in grado di concepire ed eseguire con le proprie forze. Infine, l'educazione linguistica passerà anche da un inedito "galateo telematico", pensato per abituare i giovani a scrivere adeguatamente messaggi di posta elettronica e a gestire le cartelle digitali. A questo si affiancherà una spinta alla scrittura, che chiederà meno temi in stile classico e una maggiore consuetudine con riassunti, manipolazioni di testi e prove argomentative, supportata da una grammatica focalizzata sulle sezioni logiche della frase.
di Leandro Castagna
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