Formazione docenti: in vigore il decreto su social e intelligenza artificiale, ecco cosa prevede per le scuole
Previste risorse fino a 100 milioni e attività che coinvolgono anche studenti e famiglie. Il primo passaggio spetta al Ministero…

Formare i docenti con la finalità di aiutare gli studenti a usare i social e le piattaforme digitali con maggiore consapevolezza e prevenire il rischio di dipendenze. Lo prevede il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 ottobre ed entrato in vigore oggi, 23 ottobre.
Il piano per i docenti e il coinvolgimento delle famiglie
L’articolo 37 affida al Ministero dell’Istruzione e del Merito l’avvio del piano entro novanta giorni dall’entrata in vigore, sentito il Dipartimento per le politiche della famiglia.
La formazione è riservata agli insegnanti delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione. L’obiettivo è prevenire le dipendenze comportamentali e le conseguenze dell’uso eccessivo o inconsapevole dei social, comprese quelle legate agli ambienti di relazione basati sull’intelligenza artificiale.
Sono previsti anche interventi educativi per gli alunni, con il coinvolgimento delle famiglie, nell’ambito dell’autonomia scolastica e del PTOF.
Per attuare queste disposizioni il decreto indica un limite di 100 milioni di euro, a valere sul PN Scuola e Competenze 2021-2027, rispettandone criteri di ammissibilità e vincoli territoriali. L’articolo non stabilisce ancora calendario dei corsi, durata o modalità di iscrizione.
In una delle sue ultime dichiarazioni in merito all’uso dell’intelligenza artificiale nella scuola, il ministro Giuseppe Valditara ha sottolineato che «per poter utilizzare al meglio, ed in modo corretto e senza rischi l’intelligenza artificiale occorre continuare a sviluppare l’intelligenza umana».
Intelligenza artificiale in classe fin dal primo ciclo
L’articolo 36 riguarda invece le attività rivolte agli studenti. Le scuole possono promuovere percorsi sull’intelligenza artificiale collegati all’educazione civica e alla cittadinanza digitale, fin dal primo ciclo di istruzione.
Il punto è sviluppare la capacità di utilizzare questi strumenti con consapevolezza, comprendendone anche le implicazioni etiche e sociali.
Nel rispetto del PTOF, gli istituti possono inoltre introdurre moduli che utilizzino l’IA nelle discipline STEAM, cioè scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche, artistiche e matematiche. Queste attività possono trovare spazio anche nei percorsi di formazione scuola-lavoro.
Il Ministero dovrà aggiornare le linee guida STEM e quelle per l’orientamento. Il decreto dispone inoltre l’aggiornamento delle Indicazioni nazionali dei licei per integrare nei curricoli le competenze sull’intelligenza artificiale, con un approccio trasversale alle discipline.
E tu, docente che ci segui, su quali difficoltà legate ai social e all’intelligenza artificiale vorresti una formazione davvero utile? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontaci la tua esperienza.
di La Redazione
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