Docenti e ATA, punti aggiuntivi per il servizio in montagna, il CSPI chiede di ridurli. Cifre e condizioni della proposta
La bozza premia il servizio annuale, le pluriclassi e la continuità. Da chiarire quali giorni contano e cosa succede quando la scuola viene accorpata…

Punti aggiuntivi per chi lavora nelle scuole di montagna, ma con valori da ridurre. È la richiesta del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, che nel parere approvato all’unanimità il 22 ottobre riconosce l’importanza dell’incentivo, ma segnala un peso eccessivo sulle graduatorie e sulle possibilità di assunzione.
Dopo la bozza illustrata a settembre, il CSPI chiede che gli effetti del punteggio siano «fortemente ridimensionati». Il documento non propone nuove cifre.
Destinatari, graduatorie e punteggi
Lo schema attua la legge 131/2025 e interessa docenti e ATA, a tempo determinato e indeterminato, in servizio nei plessi montani individuati secondo la normativa.
Per i docenti riguarda GAE, GPS e correlate graduatorie d’istituto. Per gli ATA, invece, graduatorie provinciali permanenti “24 mesi” e correlate graduatorie d’istituto di prima fascia, non la terza fascia.
Riconoscimento previsto nello schema | Docenti | ATA |
Ogni anno scolastico con i requisiti richiesti | 6 punti | 3 punti |
Servizio nelle pluriclassi della primaria, nello stesso anno | Ulteriori 3 punti | Non previsto |
Compimento di cinque anni di servizio continuativo | Ulteriori 10 punti | Ulteriori 5 punti |
Ogni anno successivo al quinto, in continuità | Ulteriori 3 punti | Ulteriori 1,5 punti |
I valori si aggiungerebbero al punteggio ordinario. Per il riconoscimento annuale servono almeno 180 giorni di servizio effettivo, di cui almeno 120 per le attività didattiche per i docenti e durante le attività didattiche per gli ATA.
Cosa chiede di cambiare il CSPI
Il Consiglio teme che l’estensione dell’incentivo a una platea potenzialmente ampia possa alterare gli equilibri delle graduatorie. Chiede quindi una riduzione proporzionata dei punteggi e «indicazioni operative univoche per la valutazione del “servizio effettivamente prestato”», anche per l’attribuzione su classi di concorso diverse da quella del servizio.
Occorre chiarire il conteggio dei giorni, comprese assenze e congedi, e la verifica della continuità in caso di accorpamenti, dimensionamenti, trasferimenti o cambi di denominazione delle scuole e dei plessi.
Da quando e in quali scuole
Lo schema considera il servizio dal 2027/2028, con effetti per i docenti negli aggiornamenti di GAE e GPS del biennio 2028/2029–2029/2030 e per gli ATA nelle procedure di aggiornamento delle graduatorie permanenti relative al 2028/2029.
Resta da individuare la platea territoriale. Il DPCM 121/2026 ha definito la classificazione generale dei comuni montani; manca il secondo DPCM previsto dalla legge per selezionare quelli destinatari delle misure di sostegno, considerando anche parametri socioeconomici.
L’appartenenza all’elenco generale dei comuni montani, quindi, non basta. Il beneficio riguarderebbe i plessi individuati, il cui elenco, secondo lo schema, dovrà essere pubblicato dal Ministero entro il 30 giugno di ogni anno.
di La Redazione
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