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Docenti e ATA precari: doppio canale di reclutamento e parità di trattamento. ANIEF rilancia la battaglia contro l’abuso dei contratti a termine

ANIEF rilancia la richiesta di introdurre il doppio canale di reclutamento e di garantire la parità di trattamento tra...

"Introdurre nella scuola il doppio canale di reclutamento per legge e la parità di trattamento dei precari rispetto ai colleghi di ruolo per contratto: è la doppia partita a cui intende partecipare il sindacato Anief per sconfiggere la precarietà ed evitare alle casse dello Stato milionarie sanzioni dalla Corte di Giustizia europea, oltre che milionari risarcimenti complessivi dai giudici del Lavoro.


Lo annuncia oggi l’organizzazione sindacale, dopo avere preso atto della staticità sostanziale del numero di docenti e Ata supplenti annuali, che anche quest’anno saranno oltre 200.000.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “sono passati quasi dieci anni dalla prima sentenza della Cassazione, la n. 22552/2016 ex plurimis, che ha giustificato il doppio canale di reclutamento come forma di prevenzione dell'abuso dei contratti a termine e il risarcimento da due a dodici mensilità come forma di sanzione dell'abuso dopo tre anni di lavoro a tempo determinato, disapplicando la norma legislativa e contrattuale laddove disponeva disparità di trattamento giuridico ed economica tra personale precario e di ruolo.


Allo stesso tempo, va superata la norma che prevede l’assunzione del personale Ata solo su numeri corrispondenti ai pensionati dell’anno. È giunto il tempo di finirla con l’abuso dei contratti a termine, procedura illegittima di cui in Italia si fa uso regolare da decenni e con numeri sempre crescenti, così da arrivare a soluzioni per i precari esclusi dalla stabilizzazione e licenziati sistematicamente pur in presenza di titoli, selezioni superate e posti vacanti”.


La sentenza della Suprema Corte ottenuta dai legali Anief, coordinati da Walter Miceli, Fabio Ganci e Nicola Zampieri, seguiva quelle della Consulta (187/2016) e della Corte di Giustizia europea (cause riunite C‑22/13 e altre del 26 novembre 2014) ottenuta sempre dagli avvocati, delegati dal presidente Marcello Pacifico, Sergio Galleano e Vincenzo De Michele. Oggi, una legge (la L. 166/2024) prevede l'aumento del risarcimento da 4 a 24 mensilità e un contratto (2019/2021) le giornate di formazione retribuite ai precari, mentre i tribunali del lavoro hanno pubblicato soltanto negli ultimi tre anni sui ricorsi presentati dai legali Anief sentenze per più di 50 milioni di euro di risarcimenti (più altri 14 milioni nei primi sei mesi del 2026) cui dovranno seguire altri ricorsi per far riconoscere i contributi evasi dallo Stato e non versati da INPS.


“Tutto questo – commenta ancora il presidente Anief -, mentre grazie alle nostre denunce al Comitato Europeo dei Diritti Sociali, le istituzioni europee hanno dichiarato l'Italia come stato inadempiente (in particolare con la sentenza CGUE del 13 maggio 2026 su C-155/2025) e si profilato pesanti sanzioni. La battaglia prodotta dal nostro sindacato è giuridica e politica, comunque sempre contro la precarietà nei fatti e non solo a parole. La verità è che continuiamo a rivendicare i diritti dei precari nei tribunali e nei tavoli politici e contrattuali: adesso, però, è arrivato il momento, entro fine legislatura, di riconoscere la parità nella parte normativa del CCNL 2025-2027 e il doppio canale con assunzioni dalle GPS e su tutti i posti vacanti”, conclude Pacifico.

di La Redazione



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