Ddl Merito approvato in via definitiva: ecco cosa cambia per dipendenti e dirigenti pubblici (NOTA)
- La Redazione

- 3 ore fa
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La Legge n. 119 del 2 luglio 2026 riforma il sistema di valutazione nel pubblico impiego: coinvolti colleghi e utenti dei servizi, tetto ai punteggi più elevati e…

I sistemi di misurazione della produttività nel pubblico impiego si evolvono verso un modello partecipativo, mandando in archivio la logica del controllo esclusivamente verticistico. Questa transizione modifica radicalmente le dinamiche d'ufficio: il giudizio sui dipendenti diventerà un incrocio di più fattori, chiamando in causa i colleghi ma anche i cittadini che utilizzano i servizi. Anche se l'ultima parola spetterà sempre al responsabile del personale, il riscontro esterno diventerà uno strumento fondamentale.
L'intento primario è cambiare la tendenza di assegnare voti alti a tutti solo per poter distribuire i premi di produttività. Da oggi in poi, i riconoscimenti saranno limitati in modo severo e i soldi risparmiati tagliando i bonus dei dirigenti verranno trasferiti direttamente nelle tasche dei dipendenti di livello inferiore. Ai dirigenti viene inoltre affidato un compito nuovo: ogni anno avranno il dovere di osservare il proprio team e segnalare quali impiegati meritano di assumere incarichi superiori. Segnalazione che si lega a un percorso completamente nuovo per fare carriera. I lavoratori più meritevoli riceveranno un incarico dirigenziale temporaneo e verranno messi alla prova direttamente sul campo.
Durante questo periodo di prova, i candidati saranno osservati da giudici indipendenti, che non valuteranno solo gli obiettivi raggiunti, ma anche le qualità umane e pratiche. Lo Stato cerca leader capaci di agire velocemente, di mostrare flessibilità e di costruire gruppi di lavoro funzionali. Una volta ottenuta la promozione, i nuovi dirigenti saranno affiancati da colleghi senior che avranno il compito di introdurli alla posizione. Per garantire la massima correttezza, gli esperti chiamati a selezionare i candidati lavoreranno gratuitamente e verranno scelti per sorteggio, spazzando via ogni rischio di favoritismo.
A definire il quadro normativo è la Legge 2 luglio 2026, n. 119, apparsa in Gazzetta Ufficiale, che interviene per modificare radicalmente i Decreti Legislativi 150/2009 e 165/2001. Le quote per l'accesso alla dirigenza di seconda fascia prevedono il 50% dei posti tramite la Scuola nazionale dell'amministrazione (Sna), il 20% tramite concorso Ripam e il 30% attraverso lo sviluppo di carriera interno. Quest'ultimo percorso è riservato a chi ha maturato cinque anni di servizio nell'area funzionari o due anni nell'area di elevata qualificazione. L'incarico dirigenziale temporaneo ha una durata massima di tre anni (rinnovabile una sola volta) e prevede un'osservazione di almeno quattro anni.
La commissione giudicante è composta da sette membri (estratti a sorte sul Portale unico del reclutamento) a cui si aggiungono, senza diritto di voto, i componenti degli Oiv. Il periodo di tirocinio per i vincitori oscilla da un minimo di sei a un massimo di dodici mesi. Per l'accesso alla prima fascia il sistema divide i posti a metà tra concorsi e sviluppi di carriera, ma in via transitoria i dirigenti di seconda fascia con ventiquattro mesi di incarico generale transitano automaticamente in prima fascia al raggiungimento dei cinque anni totali. Sul fronte delle performance, i punteggi apicali non possono eccedere il 30% delle valutazioni e le eccellenze si fermano al 20% di tale limite. La legge delega il Governo a riformare entro sei mesi gli Organismi indipendenti di valutazione (Oiv), imponendo la forma collegiale, l'incompatibilità per i dipendenti interni e la rotazione degli incarichi con sorteggio, pur prevedendo procedure semplificate per i piccoli enti. Infine, negli enti locali, la durata degli incarichi a termine (ex articolo 110 del Testo Unico 267/2000) non potrà superare il mandato del sindaco in carica.
di Leandro Castagna
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