Docenti e ATA con gravi patologie, congedo fino a 24 mesi: come coprire i periodi senza contributi
La circolare INPS chiarisce le possibilità di riscatto e prosecuzione volontaria. L’assenza tutela il posto di lavoro, ma non è retribuita e non...

Chi usufruisce del congedo fino a 24 mesi per gravi patologie conserva il posto di lavoro, ma deve affrontare anche una questione previdenziale: durante l’assenza non maturano contributi pensionistici. La circolare INPS n. 108 del 22 ottobre 2026 chiarisce come coprire questi periodi, riconoscendo al lavoratore la possibilità di scegliere tra riscatto e prosecuzione volontaria. Le indicazioni interessano anche docenti e personale ATA, perché la tutela riguarda i dipendenti pubblici e privati.
Il congedo è previsto dalla legge 18 luglio 2025, n. 106, per i lavoratori affetti dalle patologie oncologiche, invalidanti o croniche, anche rare, individuate dalla norma, con un grado di invalidità pari o superiore al 74%. Può essere utilizzato continuativamente oppure in più periodi, dopo aver esaurito le altre assenze giustificate spettanti, retribuite o meno.
Durante il congedo non si percepisce lo stipendio e non si può svolgere un’altra attività lavorativa. Il periodo non conta nell’anzianità di servizio né ai fini previdenziali; restano comunque valide le disposizioni più favorevoli applicabili al rapporto di lavoro.
Quali periodi si possono riscattare
La copertura richiede che il congedo sia stato effettivamente concesso e utilizzato nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente. Sono riscattabili le assenze dal 9 agosto 2025, data di entrata in vigore della legge, entro il massimo complessivo di 24 mesi nell’intera vita lavorativa.
Alla domanda va allegato il provvedimento di concessione o un documento equivalente. Se manca, l’INPS può acquisire una dichiarazione successiva del datore di lavoro, sostenuta dalla documentazione sanitaria e dagli elementi che dimostrano l’assenza. I periodi richiesti devono inoltre essere privi di altra copertura contributiva.
Come si calcola il costo e dove presentare domanda
Il riscatto è a carico del lavoratore. L’importo dipende dall’aliquota della gestione previdenziale al momento della domanda e dalla retribuzione assoggettata a contribuzione negli ultimi dodici mesi utili, rapportata alla durata da coprire.
La richiesta va presentata alla gestione nella quale si colloca il servizio interessato. Per l’INPS si utilizzano i servizi telematici dedicati, anche attraverso un patronato o il Contact Center. Può presentarla anche chi ha cessato il servizio o è già pensionato, nel rispetto degli eventuali termini previsti dalla propria gestione.
di Leandro Castagna
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