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Crepet: “Per vincere si deve perdere”. Sinner torna numero 1, la lezione che molti genitori non accettano

Dalla vittoria di Sinner a Montecarlo alla riflessione di Crepet: senza errori e sconfitte non si cresce davvero...

Jannik Sinner è tornato numero 1 del mondo dopo aver conquistato il titolo al Master 1000 di Montecarlo, battendo in finale Carlos Alcaraz. Un successo che segna un passaggio importante nel percorso del tennista italiano, sempre più protagonista ai massimi livelli. “Non saprei come commentare questa settimana. Oggi s’é visto un tennis di livello molto alto da parte di entrambi, nonostante il vento che continuava a cambiare”.

Così Sinner ha commentato la vittoria. “Il ritorno al numero 1 é importante, ma la classifica é secondaria. Sono contento di aver vinto finalmente un torneo importante su questa superficie”.

Ma questa vittoria dice qualcosa di più. Perché ogni successo porta con sé una storia fatta anche di sconfitte, tentativi, errori. Ed è proprio qui che torna attuale la riflessione del sociologo e psichiatra Paolo Crepet. Già in passato aveva richiamato l’attenzione su un punto centrale: l’importanza, per i giovani, di sperimentare anche l’insuccesso. Un invito a non avere paura di esporsi e di mettersi in gioco, anche in una società che spesso tende a proteggere più che a far crescere.

Paolo Crepet, senza alcuna esitazione, fa riferimento a grandi donne e uomini che hanno vissuto ecletticamente "questa vita, che alla fine non è altro che un gioco. E questo gioco a volte finisce in maniera strana, però poi si impara, si va avanti e si scopre che la vita, quindi il gioco stesso, insegna a passare oltre i limiti che ci siamo imposti".

Occorre, a tal fine, permettere ai giovani di vivere la propria esistenza in maniera gioiosa e spensierata, consentendo loro di cadere così da imparare a rialzarsi, sperimentando le sconfitte per poter assaporare meglio le vittorie.

I giovani devono "imparare a vivere giocando, sbagliando e perdendo. Perché Sinner è bravo? Perché ha perso. Per vincere si deve perdere", queste le significative parole di Paolo Crepet in merito.

E tu, lettore che ci segui, pensi che oggi ai ragazzi venga davvero data la possibilità di sbagliare e imparare? Quanto è importante, secondo te, fare esperienza diretta per crescere davvero?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Il tuo punto di vista può aiutare altri a riflettere.




di LA REDAZIONE

 
 
 

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