Reddito di libertà: incremento del sussidio da 500 a 530 euro per tutte le donne vittime di violenza. Istruzioni INPS per il 2026 (Circolare PDF)
- La Redazione

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"Per presentare domanda c’è tempo fino al 31 dicembre di ogni anno. Le domande respinte, in caso di mancanza fondi, andranno presentate l’anno successivo, non... "

Una novità importante introdotta da INPS nella circolare n°44 riguarda il reddito di libertà, ovvero, il contributo economico destinato alle donne vittime di violenza e in condizioni di difficoltà. Nel documento ufficiale emerge che tale contributo salirà di 360 euro annuali, sia per le domande già accolte e liquidate nel 2025 sia per quelle presentate nel corso del 2026.
Nello specifico, si tratta di un aumento mensile di 30 euro, quindi da 500, cifra precedentemente stabilità ora sarà di 530 euro. Considerando l’intero anno l’incremento complessivo è pari a 360 euro. Come abbiamo già detto, il sussidio è rivolto alle donne vittime di violenze in condizioni di difficoltà per garantire un’indipendenza economica.
Come presentare domanda?
La presentazione delle domande segue un iter ben strutturato e mediato dai Comuni. Iter:
In prima istanza, andrà compilato il modulo “SR208 - Domanda Reddito di libertà”. Successivamente passa nelle mani del comune che accerta la presa in carico da parte di un centro antiviolenza. Di seguito, gli operatori comunali trasmettono la domanda all’Inps attraverso il portale istituzionale, accedendo con identità digitale (SPID, CIE o CNS).
Un aspetto al quale prestare attenzione, per chi intende presentare domanda, riguarda il fatto che le domande vengono accolte considerando l’ordine cronologico di presentazione.
Per presentare domanda c’è tempo fino al 31 dicembre di ogni anno. Le domande respinte, in caso di mancanza fondi, andranno presentate l’anno successivo, non restano automaticamente conservate nel sistema.
Per ogni regione sono stati fissati i tetti massimi di ripartizione delle risorse per l’anno 2026. Di seguito riportiamo:
Abruzzo — 21.776 €;
Basilicata — 9.219 €;
Calabria — 31.996 €;
Campania — 99.889 €;
Emilia-Romagna — 76.368 €;
Friuli-Venezia Giulia — 19.984 €;
Lazio — 101.051 €;
Liguria — 25.133 €;
Lombardia — 171.714 €;
Marche — 25.146 €;
Molise — 4.895 €;
Piemonte — 71.729 €;
Puglia — 67.988 €;
Sardegna — 27.162 €;
Sicilia — 83.640 €;
Toscana — 62.544 €;
Umbria — 14.514 €;
Valle d’Aosta — 2.099 €;
Veneto — 83.153 €.
Circolare:
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