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14enne muore investita da un’auto in bicicletta ad Aprilia, allarme sicurezza stradale. Il CNDDU chiede più educazione civica e prevenzione

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime dolore e vicinanza alla famiglia della giovane vittima e invita a rafforzare nelle scuole percorsi permanenti dedicati alla sicurezza stradale, alla...

Una giovane vita si è interrotta improvvisamente lungo una strada urbana, mentre si trovava in sella alla sua bicicletta. Un episodio che riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza negli spazi pubblici e la necessità di ripensare la convivenza tra veicoli e utenti più vulnerabili. La vicenda riapre il dibattito su responsabilità individuali e collettive, oltre che sull’urgenza di promuovere una maggiore consapevolezza nei comportamenti quotidiani alla guida e nella progettazione delle città.


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo dolore e sgomento per la tragica morte della quattordicenne investita ad Aprilia in provincia di Latina mentre percorreva in bicicletta via del Genio Civile.

Una giovane vita spezzata nel pieno dell’adolescenza impone al Paese una riflessione che non può limitarsi alla cronaca dell’ennesimo incidente stradale.


Quando una ragazza perde la vita su una strada urbana, mentre si muove in bicicletta in pieno giorno, non siamo soltanto davanti a una fatalità: siamo di fronte a una questione culturale, educativa e civile che riguarda il diritto alla sicurezza, alla mobilità sostenibile e alla tutela dell’infanzia.

Le nostre città continuano troppo spesso a essere progettate attorno alla velocità e non attorno alla vulnerabilità delle persone. Pedoni, ciclisti, adolescenti e bambini rimangono gli utenti più esposti di uno spazio pubblico che dovrebbe invece garantire protezione e inclusione.


Ogni tragedia di questo tipo ci ricorda quanto sia urgente promuovere una nuova educazione alla convivenza stradale, fondata sul rispetto reciproco, sulla responsabilità collettiva e sulla consapevolezza che guidare non è soltanto un atto tecnico, ma un comportamento etico.

Il CNDDU ritiene indispensabile rafforzare nelle scuole percorsi permanenti di educazione civica e ai diritti umani dedicati alla sicurezza stradale, alla mobilità sostenibile e alla cultura della prevenzione. Non bastano campagne occasionali o interventi emergenziali: occorre costruire una coscienza sociale che riconosca la strada come spazio di relazione umana e non come territorio dominato dalla fretta.


Alla famiglia della giovane vittima giungano il nostro cordoglio e la nostra vicinanza umana. Nel rispetto del lavoro della magistratura e degli investigatori impegnati nell’accertamento dei fatti, auspichiamo che questa tragedia non venga rapidamente archiviata nel flusso quotidiano delle notizie, ma diventi occasione per interrogarsi seriamente sul modello di società che stiamo costruendo e sul valore concreto che attribuiamo alla vita dei più giovani.

Ogni ragazza e ogni ragazzo devono poter andare a scuola, attraversare una strada o pedalare senza che questo si trasformi in un rischio mortale. Difendere questo diritto significa difendere il futuro stesso della nostra comunità democratica".

di La Redazione





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