Crepet: "I grandi cambiamenti nascono dai piccoli spazi". I giovani hanno bisogno di luoghi liberi, non di restare chiusi nelle loro stanze
- La Redazione

- 45 minuti fa
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"Un rapporto autentico nel quale non sei mosso dal “guadagno” ma solo da un sentimento smisurato che non riesci a comprendere. Allora per il finale migliore al quale..."

“I grandi cambiamenti nascono dai piccoli spazi”. Paolo Crepet parte da qui per spiegare cosa manca davvero ai giovani di oggi: spazi liberi, non organizzati dagli adulti, dove poter stare insieme e creare. Oggi, invece, quei luoghi sono scomparsi. E al loro posto sono rimaste le stanze.
I giovani meritano più di questo. Ma da dove si riparte? A tal proposito l’esperto afferma: “I grandi cambiamenti nascono dai piccoli spazi, dare ai giovani luoghi non organizzati dagli adulti è il miglior regalo che si possa fare alla loro creatività”. Nessun adulto che possa influenzare i loro pensieri, ma solo giovani con idee nuove, progetti nuovi e menti che creano. Per Paolo Crepet, la ripresa di un paese si costruisce in questo modo, dallo scambio di pensieri di chi ancora non è bloccato dalla paura ma ha solo impeto di coraggio.
Continua Crepet: “Uno dei sintomi che mi viene in mente è la scomparsa delle bocciofile, luoghi dove si poteva stare insieme fino a tardi. D’altronde, i grandi cambiamenti non sono stati merito di singoli, ma di gruppi dove c’erano anche dei geni. Questo non può avvenire nella solitudine delle nostre stanze”. Il richiamo alla solitudine che sperimentano i giovani delle moderne generazioni è inevitabile. Proprio quelli che dovrebbero stare fuori, con gli occhi pieni di nuovi orizzonti, si ritrovano invece prigionieri delle loro stanze.
Le stanze diventano l’unico posto che sentono sicuro, ma non permettono di reagire, creare stimoli e soprattutto relazioni: “Io ci sono cresciuto, sono nato in un condominio di corso Sommeiller che affacciava sui treni, e le bocciofile erano vicine alle ferrovie. Erano luoghi di compensazione sociale, dove la rabbia si mitigava grazie a quattro amici e del vino scarso. Insieme alle osterie, erano posti dove si entrava con poco e si poteva parlare tanto con le persone. Una dimensione che oggi si è persa e con essa è sparita una parte della crescita" conclude Crepet. Ritrovarsi in piazza, giocare a calcio, suonare, stare insieme: attività semplici che esistono ancora, ma che oggi si vivono sempre meno. Sempre più giovani restano chiusi nelle loro stanze, lontani da relazioni vere. È qui che entra in gioco il ruolo degli adulti: genitori e insegnanti devono incentivare occasioni reali di incontro, restituendo ai giovani spazi in cui crescere insieme. I giovani sono cambiati e di conseguenza i rapporti sociali hanno perso di valore.
Anche il sentimento d’amicizia si è adeguato alle generazioni. Un amico, un tempo, era sostenitore di progetti e custode di segreti inconfessabili. Ma oggi nessuno è più pronto al “vuoto a perdere” in amicizia, come in amore. Un rapporto autentico in cui non conta il “guadagno”, ma la presenza. Forse il punto è proprio questo: senza spazi veri e relazioni vere, non si cresce. E si smette di provarci.
Per te, lettore che ci segui, quanto contano oggi i luoghi in cui crescere e incontrarsi davvero?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima, il confronto aiuta a capire e a non sentirsi soli.
di NATALIA SESSA




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Sempre chiusi in quelle stanze, non è possibile. Viviamo in tempi molto difficili, una volta la normalità era stare sempre fuori, il dramma vero è che pensano di vivere relazioni vere stando chiusi in casa...