Crepet: "Genitori incapaci, non riescono a dire di no nemmeno di fronte al pericolo più ovvio e scontato"
- La Redazione

- 3 giorni fa
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Aggiornamento: 1 giorno fa
“A 11 anni si è ancora piccoli”, scrive Paolo Crepet. Ma tra social, schermi e relazioni virtuali c’è chi teme che bambini e adolescenti stiano perdendo qualcosa che...

"Spero di non essere rimasto tra i pochi che pensano che a 11 anni si è ancora piccoli e che i social media non possano arrogarsi il diritto di stravolgere l’età evolutiva dei nostri bambini e delle nostre bambine. Non possono essere i plenipotenziari di un mondo senza regole, dove vige solo e soltanto il profitto: i genitori non dovrebbero permetterlo mai, e non c’è scusa che tenga (tipo: "fanno tutti così, lavoro tutto il giorno, il mondo è cambiato…)".
Con queste parole il noto sociologo e psichiatra Paolo Crepet richiama l’attenzione su una realtà che riguarda sempre più famiglie: stiamo progressivamente sottraendo ai bambini spazi, tempi e leggerezza propri dell’infanzia.
Molti genitori di oggi, pur di non affrontare le lamentele e i capricci, hanno smesso di fare gli educatori. Preferiscono assecondare tutto. Riempiono le giornate dei bambini con impegni continui, trasformandoli in persone stressate e perennemente stanche. E quando arriva il momento di farli stare buoni, la soluzione è piazzare loro davanti uno schermo. Un atteggiamento che l'esperto condanna aspramente, ma indica una possibile strada nel racconto di una sua esperienza: "Anni fa a Genova ho insegnato ai bimbi delle elementari la lentezza, la necessità di perdere tempo; un’esperienza fantastica: finalmente potevano essere ciò che volevano e non fare vite da manager con l’agenda fitta tra scuola, ginnastica, piscina, PlayStation, festicciole".
Saper dire di "no" e lasciare che i ragazzini si annoino è invece fondamentale. La noia serve a stimolare la creatività. E soprattutto, i divieti servono a proteggerli da una società che li spinge a bruciare le tappe e a vivere drammi da adulti. Alcuni recenti fatti di cronaca sembrano confermare questa preoccupazione: per esempio con il caso della ragazzina di 12 anni accoltellata al volto dal fidanzato sedicenne. Di fronte a questo scempio di un'età che dovrebbe essere spensierata, Crepet afferma: "Si vuol uccidere la purezza per far spazio alla precocità che significa furto di sogni. Bambini che non possono più giocare, senza tempo per la spensieratezza. Devono correre, amare e comportarsi come adolescenti vissuti. In una discoteca o in un bar notturno si ritrovano ultraminorenni cresciuti chimicamente".
A peggiorare le cose c'è il mondo digitale. Quando un ragazzino di oggi si sente solo, magari per una banalissima lite con un compagno, trova subito rifugio in applicazioni di intelligenza artificiale che fingono di ascoltarlo e capirlo. Ma l'amicizia vera non funziona così. I rapporti umani hanno bisogno di litigi, di imperfezioni, di incomprensioni e della fatica di fare la pace guardandosi negli occhi. Le macchine, al contrario, dicono sempre di sì, assecondando ogni pensiero del bambino col solo scopo di tenerlo incollato allo schermo e fare soldi.
Davanti a questa finta perfezione tecnologica che non insegna nulla della vita vera, Crepet chiude con una serie di domande che dovrebbero far tremare i polsi a qualsiasi genitore: "E se i bambini si abitueranno a cercare l’amico o l’amica non in una classe, in un cortile, in un parco, ma in un luogo inesistente che falsifica relazioni ed emozioni, a chi crederanno? Di chi si fideranno? Che ne sarà della loro vita amorosa? Che ne sarà di loro senza un abbraccio?".
E tu, lettore che ci segui, pensi che oggi i bambini stiano crescendo troppo in fretta? Secondo te social, telefoni e tecnologia stanno davvero rubando tempo, relazioni e spensieratezza all’infanzia?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima.
di Leandro Castagna




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Il problema sapete dove si trova? Alla radice.
Se tentassimo, non dico tutte le famiglie ma almeno una buona parte, di educare i nostri figli a stare insieme, a condividere esperienze, a rispettare LA VITA... se fossero più di un caso isolato forse non sarebbero "anormali". Genitori molli fanno figli fragili e facilmente abbindolabili, le lacune partono dalle famiglie e continuano fuori. Ci dovrebbe essere più collaborazione e unione con la scuola
Absit iniuria verbis.
Le vicende pruriginose dei vip, negli anni 80, erano robetta da riviste di gossip che soddisfacevano il voyerismo passivo della 'casalinga di Voghera', ma almeno erano generalmente stigmatizzate.
Oggi è lo stesso identico fenomeno, purtroppo decuplicato, grazie ai social, mescolato anche a una tendenza alla "mitomania" (che, evidentemente, è un tratto degli esseri umani che ancora deve essere studiato più approfonditamente) grazie al quale tutti sentono di partecipare attivamente..sognando brame di celebrità.
Dentro questo vortice dopante ci cadono quasi tutti gli adulti. Figurarsi i minori che non sanno cosa sia "normale" e cosa no.
Con questo bell'esempio di "vita social" che fan tutti, come volete che crescano questi figli?
Educati?
Rispettosi?
Sereni?
Consapevoli?
Si penso che i bambini crescono troppo in fretta, rischiando di perdersi la bellezza di quell' età. Sono talmente assorbiti dagli smartphone che non ti ascoltano più. Quando li osservo vedo mancanza di educazione e anche un desiderio eccessivo di sembrare adulti.
Confesso che non mi sembrano più bambini, ma adulti!
Sono mamma di tre figli di 22,20 e 14 anni. Nonostante le diverse età i problemi sono gli stessi. Si isolano con il telefono, non riesci ad avere un dialogo. Ai figli grandi non posso più fare niente, a mia figlia di 14 per quanto provo a bloccarglielo trova comunque il modo di utilizzarlo. Se glielo dovessi togliere fisicamente aiuto... È purtroppo una propria e vera indipendenza. Le togli la vita secondo lei perché la sua vita è lì dentro. Sto affrontando anche la fine del mio matrimonio perché purtroppo era diventato un adolescente anche lui, il poco tempo che passava a casa lo passava attaccato al telefono. Non c'era più niente, più rispetto delle regole e io non riuscivo…