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Cento, danni all’ISIT durante la manifestazione studentesca: il CNDDU richiama alla responsabilità individuale e al rispetto della scuola

1 ora fa
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Dopo i danneggiamenti alla recinzione e la sottrazione di un estintore all’ISIT di Cento, il CNDDU chiede di accertare le responsabilità, riparare i danni e distinguere il...

Una manifestazione studentesca, una recinzione danneggiata e un estintore che sarebbe stato sottratto. È quanto segnalato all'ISIT di Cento, in provincia di Ferrara, dove una protesta non preventivamente comunicata è finita al centro dell'attenzione delle istituzioni locali. Sull'accaduto sono in corso accertamenti, mentre il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) interviene chiedendo una risposta ferma, ma senza attribuire responsabilità all'intera comunità studentesca.


Secondo il Coordinamento, i fatti richiamati dal sindaco Edoardo Accorsi impongono di distinguere il diritto di manifestare dalle condotte che possono compromettere la sicurezza e i beni scolastici.

“La manifestazione del dissenso costituisce una forma legittima di partecipazione, ma non può tradursi nella compromissione dei beni scolastici, nell’alterazione delle condizioni di sicurezza o nella limitazione delle attività didattiche”.

Particolare preoccupazione riguarda l'estintore, la cui eventuale sottrazione potrebbe avere conseguenze sulla sicurezza dell'edificio. “Se confermati, i comportamenti segnalati non rappresenterebbero una semplice intemperanza adolescenziale, bensì violazioni che richiedono conseguenze concrete e proporzionate”. Il CNDDU condivide il richiamo del sindaco alla responsabilità individuale e alla necessità di rispondere degli eventuali danni provocati. “Individuare i responsabili, accertare i danni e prevederne la riparazione non significa adottare un atteggiamento repressivo, ma riaffermare che ogni scelta comporta conseguenze e che il rispetto dei beni comuni costituisce una condizione essenziale della convivenza scolastica”.


Il Coordinamento invita però a non confondere la partecipazione alla protesta con le eventuali responsabilità di singoli studenti. “Chi ha manifestato pacificamente non può essere equiparato a chi abbia eventualmente danneggiato strutture o sottratto attrezzature. Proprio questa distinzione consente di contrastare con rigore le condotte contestate senza alimentare generalizzazioni e senza attribuire all'intera comunità studentesca comportamenti riconducibili a singoli soggetti”.

Un altro passaggio del comunicato riguarda il disagio giovanile, che secondo il CNDDU non può diventare una giustificazione automatica per qualsiasi comportamento scorretto. “Comprendere le motivazioni di una protesta è importante; riconoscere la gravità di eventuali atti distruttivi è indispensabile. Confondere questi due livelli significa indebolire il messaggio educativo che le istituzioni sono chiamate a trasmettere”.

Anche la disponibilità al dialogo manifestata dal sindaco Accorsi viene considerata positivamente, purché il confronto non sostituisca l'accertamento delle responsabilità. “Il dialogo istituzionale acquista credibilità quando si fonda su regole riconosciute e sulla consapevolezza che il dissenso non autorizza comportamenti arbitrari”.

Per il Coordinamento, la vicenda solleva anche una questione educativa più ampia: il rapporto degli studenti con la scuola e il rispetto degli spazi che appartengono alla collettività. “La scuola non è una realtà estranea agli studenti, né un'entità contrapposta alle loro esigenze: è un patrimonio collettivo, il cui deterioramento ricade innanzitutto su coloro che quotidianamente lo frequentano”.

Da qui la richiesta di provvedimenti proporzionati, qualora gli accertamenti confermino le responsabilità, accompagnati dalla riparazione dei danni e da interventi educativi. “Un sistema scolastico che rinunciasse a intervenire con decisione per timore di apparire eccessivamente severo trasmetterebbe un messaggio profondamente contraddittorio: quello secondo cui il rispetto delle regole sarebbe negoziabile proprio nei luoghi deputati alla formazione della responsabilità personale”.


Il CNDDU conclude richiamando un principio che ritiene fondamentale per la convivenza scolastica.

“Il confronto è parte integrante della vita scolastica, ma nessuna rivendicazione può legittimare la distruzione di beni destinati alla collettività o la compromissione della sicurezza. La credibilità delle istituzioni si misura anche dalla capacità di far rispettare questo confine, senza indulgenze e senza attribuzioni indiscriminate di colpa”.

di La Redazione


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