Carta del docente ai precari: a Venezia un insegnante ottiene 1.500 euro più interessi grazie ad Anief, con riferimento a Corte UE e Cassazione
- La Redazione

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Il Tribunale di Venezia riconosce il diritto di un docente precario alle somme della Carta del docente per tre supplenze annuali, applicando le indicazioni della...

"Il Giudice del Lavoro, ogni contraria istanza disattesa, accerta il diritto di parte ricorrente all’accredito sulla Carta elettronica di € 1.500,00, e conseguentemente condanna il Ministero a provvedere al relativo accredito, oltre alla maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria”.
A scriverlo è stato alcuni giorni fa il Tribunale di Venezia, sezione per le controversie di lavoro, dopo avere esaminato il ricorso prodotto dai legali Anief in difesa di un insegnante che ha svolto "incarichi di supplenza come docente nel corso degli aa.ss. 2022/23, 2023/24 e 2024/25" senza ricevere alcun supporto economico per svolgere l’aggiornamento professionale diventato obbligatorio con la Legge 107/2015.
Il giudice del lavoro ha studiato il caso, valutato la normativa vigente, le espressioni in merito delle aule di tribunale, e alla fine emesso un giudizio che non pone alcun dubbio di sorta: “In forza delle argomentazioni e conclusioni della CGUE di cui all’ordinanza 10.5.2022 resa nella causa C-450/2021 e della Corte di Cassazione, come espresse nella sentenza 29961/23, condivise dal giudicante, la disposizione nazionale che limita la platea degli aventi diritto alla Carta Docente al personale di ruolo va disapplicata quantomeno con riferimento ai titolari di supplenze annuali e fino al termine delle attività scolastiche – come nella fattispecie in esame".
"Uguale conclusione – ha aggiunto il tribunale del lavoro di Venezia - va assunta peraltro, ad avviso del giudicante, anche in relazione al personale comunque utilizzato per la gran parte dell’anno scolastico con sostanziale continuità, per una durata anche superiore a quella dei titolari di supplenze annuali o fino al termine delle attività scolastiche, ad es. per sostituzione di docenti aventi diritto alla conservazione del posto: in questi casi l’attività docente prestata in sostituzione deve ritenersi analoga a quella svolta dal personale sostituito non solo per le tempistiche e la sostanziale utilizzazione per l’intero a.s., ma anche per la necessità di integrazione del docente supplente rispetto alla programmazione complessiva dell’attività da parte dell’istituto scolastico".
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ritiene sempre più plausibile e conveniente affrontare la via del ricorso per vedere risarcite le somme della Carta del docente, più gli interessi di rito: “I docenti precari che chiedono i 500 euro per gli ultimi cinque anni scolastici possono contare sui pareri favorevoli del Consiglio di Stato, dalla Corte di Giustizia Europea e della Corte di Cassazione. Anche diversi supplenti che stipulano contratti brevi e saltuari stanno ricevendo lo stesso trattamento. Per rivendicare il maltolto basta presentare ricorso gratuito attraverso i legali Anief specializzati in legislazione scolastica: si possono recuperare con fino a 3.500 euro più interessi di Carta del docente", conclude Pacifico.
LE CONCLUSIONI DEL TRIBUNALE DEL LAVORO DI VENEZIA
P.Q.M.
Il Giudice del Lavoro, ogni contraria istanza disattesa, accerta il diritto di parte ricorrente all’accredito sulla Carta elettronica di € 1.500,00, e conseguentemente condanna il Ministero a provvedere al relativo accredito, oltre alla maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria.
Condanna il Ministero convenuto a rifondere ai procuratori di parte ricorrente – che si sono dichiarati antistatari - le spese di lite, liquidate in € 1.000,00 maggiorate del 30% ex art. 4, co. 1 bis del DM 55/14, oltre IVA, CPA e rimborso spese generali 15%.
di LA REDAZIONE



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