Caro scuola, libri e materiale scolastico pesano sulle famiglie: nei licei la spesa può arrivare fino a 750 euro
- La Redazione

- 3 ore fa
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I libri di testo aumentano meno dell'inflazione, ma zaini, cancelleria e vocabolari continuano a incidere sui bilanci delle famiglie. Il rientro a scuola resta...

Settembre si avvicina e con lui torna, puntuale come ogni anno, la stessa preoccupazione nelle case italiane: quanto costerà, questa volta, riempire lo zaino dei figli. Non è un problema che riguarda una sola città. Da Padova a Piacenza, da Parma i dati raccolti dalle associazioni dei consumatori mostrano come il rientro a scuola si confermi una delle voci di spesa più temute dalle famiglie con figli alle superiori.
A livello nazionale, però, il quadro è più sfumato di quanto sembri a prima vista. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Editori, nel 2026 i prezzi dei libri di testo sono aumentati del 2,3% per le scuole medie e dell’1,8% per le superiori, a fronte di un costo della vita cresciuto a luglio del 2,9% secondo l’indice IPCA dell’Istat. Per la prima volta dopo anni, insomma, i libri di testo aumentano meno della media dei prezzi al consumo. Il merito, in parte, va a una regola precisa del settore editoriale: i listini vengono fissati a gennaio, comunicati al Ministero, e restano bloccati fino all’anno successivo, senza ritocchi in corsa. Un aumento contenuto e tutt’altro che scontato, considerando le tre riforme che interessano il primo ciclo, gli istituti tecnici e i licei.
Il problema è che questo dato medio nazionale nasconde forti differenze territoriali e, soprattutto, tra le diverse voci di spesa. Se i manuali “tengono” relativamente, non altrettanto si può dire di accessori e cancelleria, che secondo l’Unione Nazionale Consumatori registrano aumenti ben più marcati, né dei vocabolari di greco e latino, che restano la voce più pesante per chi frequenta il liceo classico. Non a caso sono proprio i licei classici a comparire in cima alle classifiche di spesa.
È qui che i casi locali raccontano una realtà diversa da quella, tutto sommato rassicurante, della media nazionale. A Padova l’associazione Adico segnala rincari tra il 2 e il 3% sui testi scolastici e un +3,7% su zaini, quaderni e diari, con una spesa media di 93 euro solo per il materiale scolastico. Al liceo classico Tito Livio l’acquisto dei libri oscilla tra 290 e 356 euro, cifra che con i vocabolari di greco e latino può avvicinarsi ai 600 euro complessivi. Situazioni simili si registrano anche in altri licei cittadini, dove diverse classi prime superano il tetto di spesa fissato dal Ministero.
Spostandosi a Piacenza il copione cambia poco: anche qui i testi scolastici costano circa il 2% in più rispetto allo scorso anno, mentre materiale scolastico e cancelleria segnano un +3,7%, portando la spesa media a 93 euro per studente. Nelle scuole superiori piacentine il costo dei libri per il primo anno varia dai 259 ai 348 euro, con punte di 342 euro al liceo Colombini per l’indirizzo economico-sociale.
A Parma la situazione è ancora più impegnativa: la spesa reale per i licei, tra testi e dizionari specialistici, si attesta tra i 520 e i 750 euro. I vocabolari di latino e greco possono superare i 100-140 euro ciascuno, mentre al liceo Romagnosi la spesa iniziale per una prima classe può raggiungere i 750 euro.
Un elemento comune a tutte queste analisi territoriali è il progressivo scollamento tra i tetti di spesa fissati dal Ministero dell’Istruzione e la realtà degli scontrini. La normativa consente alle scuole di superare quei limiti entro una soglia massima, innalzata dal 15 al 20%, purché lo sforamento sia adeguatamente motivato dal Collegio dei docenti e approvato dal Consiglio d’istituto. Nella pratica, denunciano le associazioni dei consumatori, in diversi istituti analizzati il superamento dei tetti interessa numerose classi prime. Le nuove edizioni, inoltre, rendono sempre più difficile il ricorso al mercato dell’usato, tradizionalmente uno degli strumenti principali per contenere i costi.
Per chi cerca di limitare i danni restano comunque alcune strategie: l’acquisto online o nella grande distribuzione può far risparmiare fino al 15%, mentre il mercato dell’usato, quando disponibile, permette sconti fino al 50%. Può essere utile anche verificare se le nuove edizioni presentino reali differenze rispetto alle precedenti e, dove consentito, orientarsi sui testi digitali.
A dare la misura del peso complessivo sui bilanci familiari è un’elaborazione locale basata sui dati Istat e riferita a Padova: una famiglia con un figlio spende in media 365 euro l’anno per l’istruzione, cifra che sale a 602,50 euro con due figli e arriva a 936 euro nei nuclei con più figli in età scolare. Non si tratta di una media nazionale, ma di valori riferiti al territorio padovano che restituiscono con efficacia la dimensione di un fenomeno – quello del caro scuola – che, come mostrano anche le rilevazioni condotte a Piacenza e Parma, interessa diverse aree del Paese.
di Leandro Castagna
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