Cambio dell’ora, vigilanza degli alunni: il CNDDU richiama l’attenzione su responsabilità e organizzazione scolastica
- La Redazione

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Il CNDDU richiama la necessità di garantire la vigilanza degli alunni attraverso regole chiare e una gestione del cambio dell’ora coerente con gli...

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione sulla vigilanza degli alunni durante il cambio dell’ora, una fase ordinaria della giornata scolastica che, pur sviluppandosi in un intervallo temporale molto breve, presenta implicazioni organizzative e giuridiche che richiedono disposizioni interne chiare, realistiche e coerenti con le effettive condizioni di servizio.
Il suono della campanella determina l’avvicendamento delle attività didattiche, ma non può essere considerato, di per sé, come il momento nel quale ogni obbligo di vigilanza cessa automaticamente in capo a un soggetto per trasferirsi istantaneamente a un altro. La ricostruzione di eventuali responsabilità richiede infatti la valutazione delle circostanze concrete, dei doveri connessi alle diverse funzioni, delle disposizioni organizzative adottate dall’istituzione scolastica e della possibilità effettiva di prevenire l’evento.
Sul piano civilistico assume rilievo l’art. 2048 del Codice civile in relazione alla responsabilità dei precettori per il fatto illecito degli allievi sottoposti alla loro vigilanza. La materia, tuttavia, non può essere ricondotta a un principio di responsabilità automatica dell’insegnante per qualsiasi evento verificatosi durante il tempo scolastico. La giurisprudenza richiede una valutazione riferita al caso concreto, nella quale assumono rilievo anche le modalità di svolgimento della vigilanza, la prevedibilità e l’evitabilità dell’accaduto, l’età degli alunni e le specifiche circostanze nelle quali il fatto si è verificato.
La disciplina contrattuale del comparto scolastico completa tale quadro sul versante dell’organizzazione del servizio. Il profilo professionale del collaboratore scolastico contempla compiti di accoglienza e sorveglianza degli alunni anche durante il cambio dell’ora. Tale previsione non determina, tuttavia, un trasferimento generalizzato della funzione di vigilanza dal docente al personale ATA, ma deve essere applicata nell’ambito della concreta organizzazione dell’istituzione scolastica e delle attribuzioni proprie dei diversi profili professionali.
Il riferimento contrattuale deve inoltre essere formulato tenendo conto dell’evoluzione della contrattazione collettiva. Le disposizioni normative dei precedenti contratti continuano a trovare applicazione nei limiti della loro compatibilità e in quanto non sostituite dalla contrattazione successiva. Il CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, sottoscritto definitivamente il 23 dicembre 2025, ha infatti confermato tale principio di continuità, mentre il CCNL 2025-2027, sottoscritto il 1° luglio 2026, è intervenuto sui principali aspetti del trattamento economico. Ne consegue che la disciplina della vigilanza deve essere letta all’interno di un quadro contrattuale stratificato, evitando riferimenti non aggiornati o formulazioni che possano attribuire ai rinnovi più recenti contenuti che essi non hanno modificato.
Il problema del cambio dell’ora assume quindi una dimensione prevalentemente organizzativa. Il docente che conclude una lezione può essere tenuto a raggiungere immediatamente un’altra classe, talvolta situata su un piano diverso, in laboratorio o in palestra; nello stesso momento, il docente subentrante può trovarsi nella medesima condizione. La tempestività dello spostamento costituisce certamente un elemento essenziale del corretto adempimento professionale, ma non può risolvere da sola situazioni nelle quali la configurazione dell’orario, la distanza tra gli ambienti e la distribuzione del personale rendano materialmente impossibile assicurare un avvicendamento immediato.
È pertanto necessario che l’organizzazione interna tenga conto dei tempi effettivi di percorrenza, della struttura degli edifici, della distribuzione delle classi, della presenza del personale collaboratore scolastico e delle situazioni che richiedono una maggiore attenzione. Anche l’impiego dei collaboratori deve essere programmato in termini concretamente sostenibili, considerando che lo stesso personale è chiamato a garantire contemporaneamente ulteriori attività previste dal proprio profilo professionale.
Una disposizione che prescriva esclusivamente la massima rapidità nel passaggio da una classe all’altra, se non accompagnata da un’adeguata organizzazione del servizio, rischia pertanto di non affrontare integralmente il problema. La diligenza individuale rimane necessaria, ma deve inserirsi in un assetto organizzativo che consenta al personale di adempiere concretamente ai propri obblighi.
Il CNDDU ritiene quindi opportuno che le istituzioni scolastiche verifichino preventivamente le situazioni nelle quali il cambio dell’ora possa determinare prevedibili discontinuità nella vigilanza e adottino disposizioni adeguate alle caratteristiche dei singoli plessi.
Una simile impostazione non richiede necessariamente nuovi adempimenti burocratici, ma una più attenta programmazione delle risorse professionali disponibili e delle modalità di avvicendamento.
La questione presenta anche un evidente profilo di corretta gestione delle risorse. Le soluzioni organizzative devono infatti confrontarsi con le effettive dotazioni di personale, con gli orari di servizio e con la necessità di evitare che carenze strutturali o insufficienze organizzative siano compensate attraverso richieste materialmente inesigibili nei confronti dei singoli lavoratori.
La tutela degli alunni e quella del personale non sono, sotto questo profilo, esigenze contrapposte: una chiara distribuzione delle funzioni e una corretta programmazione riducono sia il rischio di eventi dannosi sia le successive incertezze nell’individuazione delle responsabilità.
Il cambio dell’ora non dovrebbe quindi essere considerato un intervallo residuale tra due lezioni, ma una fase del servizio scolastico che deve essere disciplinata tenendo insieme obblighi di vigilanza, attribuzioni professionali e concreta sostenibilità organizzativa.
Una scuola correttamente organizzata non affida la continuità della vigilanza alla velocità con cui un docente percorre un corridoio, né presume che un collaboratore scolastico possa contemporaneamente presidiare più spazi. Individua preventivamente le criticità e costruisce procedure compatibili con le risorse effettivamente disponibili.
È su questo terreno, prima ancora che sulla ricerca successiva delle responsabilità individuali, che appare necessario intervenire".
di La Redazione
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