Autonomia differenziata: la Cassazione afferma che per garantire i LEP serve un’adeguata copertura nei bilanci regionali. Anief: vigilare su Scuola e Sanità per evitare discriminazioni
- La Redazione

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Il sindacato accoglie il principio richiamato dalla Cassazione sui Livelli essenziali delle prestazioni e annuncia un’attenta vigilanza sull’autonomia differenziata, affinché...

"L’autonomia differenziata si può adottare solo se prodotta assieme a determinate garanzie, la prima delle quali è avere l’adeguata copertura nei bilanci regionali degli standard minimi che lo Stato italiano dovrà adottare su tutto il territorio nazionale: il sindacato Anief lo sostiene da tempo e adesso anche la Corte di Cassazione dichiara che i Livelli essenziali delle prestazioni, i cosiddetti LEP che coprono i diritti civili e sociali (come trasporti, asili nido o assistenza sociale), come pure i Livelli essenziali di assistenza, i LEA riguardanti l’ambito sanitario, dovranno essere adottati sulla base di una precisa copertura collocata nei bilanci regionali.
“Come Anief – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - vigileremo con attenzione sugli sviluppi dell’autonomia differenziata, perché i livelli delle prestazioni non siano fissati troppo bassi per Scuola e Sanità. A questo scopo riteniamo rilevanti le intese preliminari che si andranno a costituire, oltre alle audizioni che si svolgeranno in Parlamento, sempre e comunque per fare in modo che determinati diritti civili e sociali siano garantiti su tutto il territorio italiano senza discriminazione alcuna”.
L’Anief ricorda che è stato l’unico sindacato del comparto Istruzione e Ricerca a prendere posizione netta e anche a intervenire come amicus curiae proponendo due specifiche memorie riguardanti l'incostituzionalità della legge approvata per quanto riguarda i comparti della Conoscenza e della Ricerca, assieme al diritto allo studio degli studenti, in particolare con disabilità. Il sindacato chiede anche in questa fase di dire la sua: “Siamo pronti anche in questa occasione – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – a fare sentire la voce del personale scolastico, docenti e Ata, in audizione in Parlamento per garantirne la parità di trattamento e per tutelare il diritto allo studio degli studenti e delle studentesse in tutto il territorio nazionale”.
LE MEMORIE CONSEGNATE DA ANIEF ALLA CORTE COSTITUZIONALE
Attraverso l’azione amicus curiae, riferendosi all’istanza depositata dalla Regione Campania e Sardegna, il sindacato Anief ha consegnato due specifiche memorie per far sapere alla Corte Costituzionale che “intende ribadire il proprio ruolo di formazione sociale, senza scopo di lucro, portatrice dell’interesse collettivo del personale scolastico e, in particolare, degli insegnati specializzati per le attività didattiche di sostegno agli alunni con disabilità, ed argomentare ad adiuvandum sulla fondatezza dei dubbi di legittimità costituzionale avanzati sulla Legge 26 giugno 2024, n. 86, con particolare riferimento alle norme che subordinano l’erogazione dei LEP al rispetto degli equilibri di bilancio. Secondo l'associazione scrivente, tali norme avranno l'effetto di rendere incerte le risorse finanziarie necessarie per l’assunzione degli insegnanti di sostegno, compromettendo così il diritto all'inclusione scolastica degli alunni con disabilità”.
Anief rammenta che “la L. n. 86/2024 non assicura infatti l’integrale finanziamento delle funzioni trasferite alle Regioni e demanda al Governo la definizione dei LEP., senza dettare i principi direttivi necessari ad assicurare il trasferimento alle Regioni delle risorse necessarie per finanziare i servizi trasferiti”. Come pure è preoccupata, tra le altre cose, per “l’effettivo mantenimento di standard uniformi di prestazione su tutto il territorio nazionale”. Ma anche perchè “le differenze economiche tra le Regioni si traducono in disparità nell'offerta di ser-vizi, inclusa l'istruzione, con conseguente violazione anche del diritto all’istruzione, garantito dagli artt. 33 e 34 della Cost., secondo cui la Repubblica “istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi” e che “la scuola è aperta a tutti”, e dei principi di uguaglianza ed efficienza amministrativa, consacrati negli artt. 3 e 97 della Costituzione”.
Infine, sottolinea che verrebbe messo ad alto rischio “il diritto all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, che non possono essere finanziariamente condizionati” come si sta facendo da anni e ulteriormente compromessi dall’alto tasso di precarietà dei docenti di sostegno. La stessa Corte Costituzionale, del resto,ha già in passato detto che “il problema del rapporto tra il principio di copertura finanziaria e di equilibrio della finanza pubblica, di cui all’art. 81 Cost., e le garanzie costituzionali su cui poggiano le risorse destinate ai diritti incomprimibili, deve essere risolto in favore di questi ultimi”.
UNA SINTESI DELLA POSIZIONE DEL SINDACATO ANIEF
“Senza la garanzia di LEP omogenei e armonizzati tra le regioni – conclude il leader nazionale Anief Marcello Pacifico - la legge si realizzerà con evidenti limiti di attuazione. La verità è che la scuola pubblica non può fare la fine della sanità: non è un caso il ventaglio delle richieste di modifica del disegno di legge è stata davvero ampio, proposte dagli stessi partiti di maggioranza per garantire la parità di risorse per il raggiungimento comune dei livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi su tutto il territorio italiano. Poi, quelle richieste non sono state accolte, quindi il problema è rimasto intatto”.
di La Redazione




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