Recalcati: "Le cause perse possono dare i frutti migliori. Solo chi si è perduto, chi ha incontrato il fallimento, può far fruttificare in modo nuovo il suo desiderio"
- La Redazione

- 21 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Errori, delusioni e ferite non rappresentano la fine di un percorso, ma possono trasformarsi nell'occasione per riscoprire se stessi e dare nuova forma al proprio desiderio...

"Sono proprio le cause perse quelle che possono dare i frutti migliori. Solo chi si è perduto, chi ha conosciuto l’errore e lo sbandamento, chi ha incontrato il fallimento, può, assumendo la sua vulnerabilità, far fruttificare in modo nuovo il suo desiderio". Massimo Recalcati ci consegna una profonda lezione di vita, ricordandoci che la vera forza non consiste nell'essere invincibili, ma nel trovare la forza di rialzarsi dopo una caduta.
Quando un progetto crolla, o quando ci sentiamo smarriti nel lavoro e negli affetti, non stiamo assistendo alla fine della nostra storia. In questi momenti tutto sembra perduto, ma in realtà stiamo creando lo spazio interiore necessario per far sbocciare una versione più matura di noi stessi. "Il fallimento non è solo insuccesso, sconfitta, sbandamento, caduta. O meglio è tutto questo, ma è anche il loro rovescio. Una possibilità di trasformazione". La vera resilienza di un adulto si misura proprio nel modo in cui attraversa i momenti di profonda crisi. La fine di un progetto, una delusione personale, una perdita, un fallimento professionale o una ferita affettiva possono scuotere profondamente la nostra identità e mettere in discussione le certezze costruite nel tempo.
In questi frangenti, l'angoscia ci fa credere che tutto sia perduto e che l'unica salvezza sia fuggire o, al contrario, tentare disperatamente di riavvolgere il nastro del tempo per cancellare l'errore. Ma il dolore, quando smette di travolgerci e iniziamo a comprenderne il significato, può trasformarsi nel principio di un cambiamento, in un'energia che ci spinge a ridisegnare la nostra vita. Recalcati spostando l'attenzione su una tipologia di fallimento osserva: "Quando un legame si spezza: il vaso si rompe e non può più tornare come prima. [...] Il perdono non può essere ciò che incolla i cocci provando a restaurare la sostanza com’era prima della sua divisione".
Secondo l’esperto, superare una grave frattura di coppia non significa illudersi che nulla sia accaduto. Le ferite che alcuni eventi della vita ci infliggono possono rimanere a lungo, ma questo non significa chiudersi ai sentimenti e alla vita. Recuperare un legame che si è spezzato, o lavorare su se stessi dopo una grande delusione richiede il coraggio di guardare in faccia la rottura. E non è sempre facile. A volte è difficile ammettere a se stessi di aver vissuto a lungo in una bella (ma finta) favola.
"Dipingere d’oro le fratture del vaso significa fare in modo che la memoria dell’offesa non sia semplicemente cancellata – dimenticata –, ma possa segnare un nuovo inizio. La riparazione diventa così un’avventura, una poesia costruita sulla spaccatura del vaso, più che sulla sua riparazione. [...] Si tratta di trasformare le cicatrici in poesia". È in questa meravigliosa immagine citata dall’autore, mutuata dall'antica arte giapponese del Kintsugi, che si nasconde il segreto per rinascere. Non dobbiamo vergognarci delle nostre ferite, né tentare di nasconderle sotto strati di ipocrisia.
Le cicatrici che portiamo addosso – le delusioni, i rifiuti, gli amori che ci hanno strappato il fiato – sono i segni distintivi e preziosi del nostro bagaglio umano. Impreziosirle con l'oro significa riconoscerne il valore e accettare che proprio quelle fratture abbiano contribuito a definire chi siamo diventati. Significa smettere di sentirci vittime degli eventi. Solo riconoscendo il nostro dolore e la nostra storia, con tutte le sue asimmetrie e imperfezioni, possiamo diventare persone più forti, più consapevoli e capaci di amare (e amarci) davvero.
E tu, lettore che ci segui, hai mai vissuto un fallimento che con il tempo si è trasformato in una nuova opportunità? Hai mai scoperto che una ferita, una delusione o una perdita ti hanno insegnato qualcosa che il successo non avrebbe mai potuto insegnarti?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza. Condividere un momento difficile, una rinascita o una riflessione può aiutare altre persone a guardare le proprie cicatrici con occhi diversi e a trasformarle, come suggerisce Recalcati, in una nuova possibilità di vita.
di Leandro Castagna




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Fiera di essere accanto a lui in Letteratura2.0 e successiva, concordo in pieno con Recalcati
Assolutamente si deve dire che il prof.Massimo Recalcati e~ IMMENSO. GRAZIE DI ESISTERE
Mi piace molto come scrive Recalcati, anche se non sempre condivido le sue conclusioni. Apprezzo il suo sguardo positivo sulla vita e la sua capacità di vedere nel dolore e nelle difficoltà la possibilità di una rinascita.Vorrei raccontare la mia esperienza.
Nel 1997 ho conosciuto un uomo che ho amato profondamente. Era stato lui ad avvicinarsi a me; io non avrei mai pensato di poter vivere una storia con una persona che consideravo "troppo" per me, sotto ogni aspetto . La nostra relazione è durata alcuni anni, poi sono stata io a decidere di interromperla. Eravamo entrambi impegnati: io senza figli, lui con figli e con un rapporto con la moglie fondato sul rispetto e stima. Nonostante lui abbia continuato…
Brava!!!....non tutti ci arrivano!!cadono prima vittime del loro ego....
Ho perso un figlio e mio marito è messo male con il suo capo è una situazione molto complicata difficile eppure abbiamo la speranza di venirne fuori