Assegni familiari, scattano i nuovi limiti di reddito: ecco le regole e le fasce
- La Redazione

- 24 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Dal 1° luglio cambiano le soglie per i nuclei senza figli a carico. Grazie all'adeguamento all'inflazione calcolata dall'Istat, molte famiglie rientrano…

Niente sussidi per i lavoratori autonomi. L'aggiornamento dell'Assegno per il Nucleo Familiare (Anf) mantiene limiti chiari sulle categorie ammesse al beneficio. Questo aiuto economico guarda esclusivamente al mondo del lavoro subordinato ed è dedicato nello specifico alle famiglie senza figli a carico o orfani (proprio perché per il resto delle casistiche è subentrato l'Assegno Unico). La platea degli aventi diritto comprende infatti solo i dipendenti privati e agricoli, i pensionati ex dipendenti e il personale di aziende andate incontro al fallimento o cessate.
Le novità per queste categorie di cittadini diventeranno pienamente operative a partire da mercoledì 1° luglio 2026. Le nuove disposizioni rimarranno valide per un intero anno, ovvero fino al 30 giugno 2027, e faranno da base matematica anche per calcolare le frazioni di assegno (importi giornalieri, settimanali, quindicinali o quattordicinali). A stabilire le nuove regole è stata l'Inps, attraverso la circolare numero 61 diffusa il 26 maggio 2026. È importante chiarire che non si tratta di un aumento della somma di denaro vera e propria messa in tasca dal cittadino mese per mese, ma di un innalzamento dei limiti di reddito che permettono di rientrare in un determinato "scaglione".
Questa variazione è stata studiata per bilanciare l'aumento generale del costo della vita: l'Inps si è infatti basata sui dati forniti dall'Istat relativi all'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (il cosiddetto FOI), che nel periodo tra il 2024 e il 2025 ha registrato una crescita dell'1,4%.
Alzando l'asticella delle fasce, l'Inps permette a molte famiglie, a parità di reddito rispetto all'anno precedente, di non "scivolare" in uno scaglione inferiore e di garantirsi così un assegno più sostanzioso. Per capire il funzionamento pratico di questo aggiornamento, è utile analizzare gli importi e le relative fasce di reddito integrate nelle tabelle Inps, esplorando diverse composizioni familiari.
Vediamo due esempi pratici:
Il caso di una famiglia senza inabili: Immaginiamo una classica coppia di coniugi (due componenti in totale, senza figli e senza casi di invalidità) con un reddito annuo di 16.500 euro. Consultando la specifica tabella aggiornata, questa famiglia rientra pienamente nella prima fascia (fissata a un massimo di 16.570,61 euro) e ha diritto a un assegno mensile di 46,48 euro. Se il reddito fosse un po' più alto, ad esempio 18.000 euro all'anno, la coppia scivolerebbe nel secondo scaglione (quello che va da 16.570,62 a 20.712,34 euro), percependo un aiuto di 36,15 euro. Qualora con loro vivesse anche un fratello a carico (salendo a tre componenti), le cifre crescerebbero: 82,63 euro se collocati nel primo scaglione, 72,30 euro nel secondo.
Il caso di un nucleo con un familiare inabile: Prendiamo ora un nucleo formato da marito, moglie e una sorella maggiorenne inabile al lavoro. Essendoci una disabilità da tutelare, le soglie di accesso sono nettamente più alte. Se i tre componenti totalizzano un reddito familiare fino a 30.376,16 euro, hanno diritto al massimo dell'assegno, che in questo caso ammonta a 107,94 euro mensili. Qualora il reddito salisse, poniamo a 32.000 euro, la famiglia entrerebbe nella seconda fascia (compresa tra 30.376,17 e 34.514,65 euro), assicurandosi comunque un sussidio garantito di 96,58 euro al mese.
di Leandro Castagna
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