Assegnazioni provvisorie, docenti in attesa: il CNDDU chiede al ministro Valditara la presa di servizio digitale
- La Redazione

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Assegnazioni provvisorie e presa di servizio digitale: il CNDDU chiede tempi certi e una procedura nazionale per ridurre costi e...

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione sulla condizione di numerosi docenti di ruolo che, a pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico, attendono ancora di conoscere l’esito della domanda di assegnazione provvisoria interprovinciale.
Le numerose segnalazioni pervenute al CNDDU restituiscono una situazione di forte incertezza, particolarmente gravosa per gli insegnanti residenti nelle regioni del Mezzogiorno e titolari presso istituzioni scolastiche del Centro-Nord.
L’eventuale mancato accoglimento della domanda comporterebbe infatti la necessità di organizzare, in tempi estremamente ridotti, il viaggio verso la sede di titolarità in vista della presa di servizio del 1° settembre.
A questa difficoltà si aggiunge un problema economico tutt’altro che marginale. L’acquisto di biglietti ferroviari o aerei a ridosso della partenza, insieme alle spese per gli spostamenti locali, il pernottamento e il vitto dei primi giorni, può determinare, secondo quanto segnalato dai docenti interessati, un esborso iniziale mediamente compreso tra 400 e 500 euro. Una somma considerevole, soprattutto quando la necessità di sostenerla deriva dall’impossibilità di conoscere con sufficiente anticipo la propria sede di servizio.
Il CNDDU è consapevole della complessità delle operazioni di mobilità annuale e del notevole impegno richiesto agli Uffici scolastici territoriali in una delle fasi più delicate dell’anno. La questione, pertanto, non deve essere ricondotta a una generica attribuzione di responsabilità, ma alla necessità di interrogarsi sugli effetti che i tempi delle procedure amministrative possono produrre sulla vita dei lavoratori.
Quando l’esito di un’assegnazione provvisoria viene conosciuto soltanto negli ultimi giorni di agosto, il margine disponibile per organizzare uno spostamento di centinaia di chilometri diventa estremamente ridotto e i relativi costi aumentano sensibilmente. La tempestività delle procedure assume quindi un valore che non è soltanto amministrativo, perché incide direttamente sull’organizzazione personale, familiare ed economica dei docenti.
La situazione segnalata in questi giorni offre inoltre l’occasione per affrontare una questione più ampia, sulla quale il CNDDU ritiene necessario avviare una riflessione: l’introduzione di una procedura nazionale di presa di servizio digitale per il personale scolastico.
Il Coordinamento rivolge pertanto una specifica richiesta al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché venga valutata l’introduzione di una procedura nazionale uniforme di presa di servizio digitale, utilizzabile quando l’adempimento abbia carattere esclusivamente amministrativo e non coincida con attività collegiali, organizzative o didattiche che richiedano l’effettiva presenza del docente presso l’istituzione scolastica.
Una simile evoluzione sarebbe coerente con il processo di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione già delineato dall’ordinamento. Il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il Codice dell’amministrazione digitale, disciplina da tempo l’utilizzo degli strumenti informatici nei rapporti con le amministrazioni pubbliche. In particolare, l’art. 65 riconosce validità alle istanze e alle dichiarazioni presentate per via telematica quando ricorrono le condizioni previste dalla legge, anche attraverso sistemi di identificazione digitale.
Il medesimo quadro normativo si coordina con l’art. 38 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, relativo alle modalità di presentazione delle istanze e delle dichiarazioni alla Pubblica Amministrazione.
Tali disposizioni non prevedono, allo stato attuale, una specifica disciplina generale della presa di servizio digitale per il personale scolastico.
Esse dimostrano, tuttavia, che l’ordinamento dispone già di strumenti giuridici e tecnologici attraverso i quali è possibile identificare il soggetto, acquisire dichiarazioni e documenti, verificarne la provenienza e assicurare la tracciabilità dell’adempimento.
L’utilizzo di SPID e Carta d’identità elettronica per l’accesso ai servizi pubblici digitali costituisce ormai una componente consolidata del rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione. Anche il personale scolastico utilizza abitualmente piattaforme telematiche per procedure che producono effetti rilevanti sulla propria posizione professionale. La stessa istanza di assegnazione provvisoria viene gestita attraverso strumenti digitali.
Alla luce di tale evoluzione, appare ragionevole chiedersi se sia ancora necessario imporre in ogni circostanza la presenza fisica del dipendente per un adempimento che, quando assume natura esclusivamente amministrativa, potrebbe essere perfezionato attraverso strumenti capaci di offrire adeguate garanzie di identificazione, autenticità e tracciabilità.
La proposta del CNDDU non intende in alcun modo modificare gli obblighi professionali del personale scolastico.
Qualora il docente sia tenuto a partecipare ad attività collegiali, organizzative o didattiche che ne richiedano la presenza, tali obblighi resterebbero naturalmente invariati. La presa di servizio digitale dovrebbe riguardare esclusivamente quelle situazioni nelle quali lo spostamento fisico sia richiesto per la sola formalizzazione amministrativa dell’assunzione del servizio.
È proprio nei casi delle assegnazioni provvisorie interprovinciali che questa distinzione assume particolare rilievo.
Costringere un docente a percorrere centinaia di chilometri e a sostenere nell’immediato spese rilevanti esclusivamente per completare un adempimento documentale merita di essere riconsiderato alla luce degli strumenti digitali oggi disponibili.
Una procedura definita a livello ministeriale avrebbe inoltre il vantaggio di garantire uniformità sul territorio nazionale, evitando che modalità e soluzioni possano variare da un’istituzione scolastica all’altra. La digitalizzazione non dovrebbe tradursi in una somma di prassi locali, ma in un sistema chiaro, regolato e uguale per tutti, capace di tutelare contemporaneamente le esigenze dell’Amministrazione e quelle del personale.
Il CNDDU auspica pertanto che gli esiti delle assegnazioni provvisorie siano definiti con la massima tempestività possibile, affinché i docenti interessati possano disporre di un tempo ragionevole per organizzare gli eventuali spostamenti, e chiede al ministro Giuseppe Valditara di considerare concretamente l’introduzione della presa di servizio digitale nell’ambito del più ampio processo di semplificazione e innovazione dell’amministrazione scolastica.
La questione non riguarda la possibilità di sottrarre il personale ai propri obblighi, ma la necessità di rendere più razionali le modalità attraverso le quali tali obblighi vengono assolti. Se l’Amministrazione dispone di strumenti che consentono di identificare con certezza il dipendente e di acquisire in modo sicuro e verificabile la documentazione necessaria, la presenza fisica dovrebbe essere richiesta quando risponde a un’effettiva esigenza di servizio e non quando costituisce esclusivamente il presupposto materiale per il completamento di una formalità amministrativa.
È su questo terreno che la trasformazione digitale può assumere un significato concreto. Semplificare non significa ridurre le garanzie, ma eliminare gli oneri che non aggiungono valore al procedimento. Nel caso dei docenti costretti a raggiungere sedi lontane, significa anche evitare che l’incertezza amministrativa possa tradursi in un costo economico immediato e particolarmente gravoso.
Il CNDDU rivolge quindi al ministro Valditara l’invito ad avviare una riflessione istituzionale su una soluzione che appare oggi concretamente realizzabile e coerente con l’evoluzione digitale della Pubblica Amministrazione. La criticità emersa in questi giorni può diventare l’occasione per introdurre una misura strutturale capace di coniugare efficienza amministrativa, certezza delle procedure e attenzione alle condizioni concrete dei lavoratori.
Una scuola che promuove quotidianamente cittadinanza digitale e innovazione deve poter applicare gli stessi principi anche alla propria organizzazione amministrativa, utilizzando pienamente gli strumenti che l’ordinamento e la tecnologia rendono oggi disponibili".
di La Redazione
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