Ascensore guasto alla scuola Primo Levi di Milano, studentessa in carrozzina soccorsa dai Vigili del fuoco: il CNDDU richiama l’attenzione sull’accessibilità
Il malfunzionamento dell’ascensore ha reso necessario l’intervento dei Vigili del fuoco per consentire alla studentessa in carrozzina di...

Per gli altri studenti era un ascensore fuori servizio. Per una ragazza in carrozzina significava non poter raggiungere il piano superiore della propria scuola. È accaduto alla secondaria di primo grado Primo Levi di Milano, dove sono dovuti intervenire i Vigili del fuoco. Un ascensore può guastarsi, ma il problema è capire cosa accade, in quel momento, a chi da quell’ascensore dipende per raggiungere la propria aula.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione su quanto accaduto presso la scuola secondaria di primo grado Primo Levi di via Pistoia, a Milano, dove il mancato funzionamento dell’ascensore ha richiesto l’intervento dei Vigili del fuoco per consentire a una studentessa in carrozzina di raggiungere il piano superiore dell’edificio. “Un impianto elevatore può guastarsi e nessuna organizzazione può escludere in assoluto un inconveniente tecnico. Ciò che assume rilievo è quanto un singolo malfunzionamento possa incidere sulla normale frequenza di uno studente e trasformare un ordinario ingresso a scuola in una situazione che richiede una soluzione straordinaria”. Secondo le informazioni rese note dalla stampa, il problema era stato segnalato e l’impianto era già stato sottoposto a verifica. Non essendo ancora utilizzabile nella mattinata interessata dal disservizio, la dirigenza scolastica ha richiesto l’intervento dei soccorritori.
L’emergenza è stata risolta. Ma è proprio la necessità di ricorrere ai Vigili del fuoco a far emergere il problema. “Quando l’accesso di uno studente a una parte dell’edificio dipende integralmente da un unico impianto, la sua indisponibilità non determina per tutti un semplice disagio. Per qualcuno modifica concretamente la possibilità di raggiungere l’aula e di partecipare alla giornata scolastica secondo le modalità ordinarie”.
Il D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503, all’articolo 23, disciplina specificamente l’accessibilità degli edifici scolastici e la loro utilizzazione da parte degli studenti non deambulanti o con difficoltà di deambulazione.
Per il CNDDU, però, avere un ascensore non basta se, quando quell’ascensore si ferma, una parte della scuola diventa irraggiungibile. “Un edificio non dovrebbe essere considerato adeguato soltanto perché dispone degli strumenti previsti, se la temporanea indisponibilità di uno di essi è sufficiente a rendere alcuni ambienti irraggiungibili per uno studente”.
C’è poi un aspetto particolarmente delicato. La studentessa è riuscita a raggiungere il piano grazie all’intervento dei soccorritori, ma per il Coordinamento una soluzione d’emergenza non può diventare la risposta al problema dell’accessibilità.“Il fatto che una persona riesca comunque a raggiungere un’aula non significa che il problema dell’accesso sia stato risolto; significa soltanto che, in quella circostanza, qualcuno ha compensato materialmente una criticità della struttura”.
La domanda diventa allora molto concreta: cosa accade nel tempo che passa tra il guasto e la riparazione? “È proprio in questo intervallo che si misura la capacità dell’organizzazione scolastica e dell’ente responsabile dell’edificio di impedire che un problema tecnico produca conseguenze differenti tra gli studenti”.
Per questo, secondo il CNDDU, occorre pensare prima anche a soluzioni organizzative alternative, a partire dalla collocazione delle aule e dalla possibilità di utilizzare altri ambienti quando un impianto indispensabile diventa temporaneamente indisponibile. “Se uno studente può raggiungere la propria aula esclusivamente attraverso un impianto elevatore, la scelta del piano e la possibilità di utilizzare tempestivamente ambienti alternativi diventano elementi da considerare prima che si presenti una situazione critica, non dopo”.
Il guasto alla Primo Levi può essere risolto e l’ascensore tornare a funzionare. Ma il CNDDU invita a non archiviare insieme al disservizio anche la domanda che quell’episodio ha aperto. “La qualità dell’accessibilità di una scuola non emerge soltanto quando ogni dispositivo funziona correttamente. Diventa molto più evidente quando qualcosa, inevitabilmente, smette di funzionare e l’organizzazione è chiamata a dimostrare di non dipendere interamente da quel singolo dispositivo”.
di La Redazione
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