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ANIEF, VALDITARA: UN PICCOLO STUDIO A SCUOLA PER OGNI DOCENTE


Mi piacerebbe che ogni docente avesse un suo studiolo a scuola, una postazione con un pc, una libreria, dove poter preparare le lezioni, ricevere i genitori, fare ricerca. Una scuola intelligente è una scuola che crea serenità nell’apprendimento e nell’insegnamento”. A dichiararlo è stato oggi il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, nel presentare una manifestazione sull’innovazione della scuola. Anche al sindacato Anief piacerebbe che ogni insegnante operasse a scuola in contesti moderni e più congeniali alla formazione degli alunni, per realizzare al meglio la sua funzione di docente: certamente più di un passo in avanti può essere fatto utilizzando i miliardi del Pnrr, una parte dei quali dedicati proprio all’innovazione tecnologica degli istituti.


“La pandemia ci ha ricordato quanto tre anni fa eravamo indietro nelle connessioni e nel grado di digitalizzazione degli istituti scolastici – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – , dobbiamo dare atto ai governi di quegli anni di avere investito tanto per digitalizzare le scuole, con buoni risultati che hanno portato, anche grazie all’azione del sindacato, ad una didattica a distanza più efficace di quella comunque già soddisfacente approntata durante il periodo del lockdown da Covid. Ben venga, quindi, un ulteriore salto qualitativo a livello di didattica innovativa”.


“Diventa tuttavia ancora più urgente – continua Pacifico - che il personale scolastico, docenti e Ata, venga rispettato anche a fine mese: quando, tra due giorni, giovedì mattina, quasi un milione e mezzo di docenti e amministrativi riceveranno lo stipendio si ritroveranno un esiguo elemento accessorio una tantum, pari alla miseria dell’1,5 per cento dello stipendio. Quella somma assegnata in busta paga, dai 6 ai 14 euro a seconda dei profili professionali e del livello di carriera raggiunto, avrebbe però dovuto sfiorare i 100 euro. Perché nel 2022 il costo della vita è cresciuto dell’8,1% e nel 2023 si prevede almeno un altro 4,3% di inflazione: è un’ingiustizia che ha costretto l’Anief ad avviare la compagna di recupero del tasso indennità di vacanza contrattuale, per la mancata applicazione di un’aliquota ridotta in chiara violazione della legge. Ok, quindi, agli ambienti di lavoro più confortevoli, ma in parallelo si operi per altre emergenze”.


Anief ricorda che un insegnante in Italia nel 1993 guadagnava 29 milioni lire: “per quale motivo - chiede Pacifico - lo stesso docente nel 2023 ha perso metà di quello stipendio di trent’anni fa, visto che percepisce in media 29 mila euro l’anno? Eppure, un operaio edile nello stesso periodo si è visto quasi raddoppiato lo stipendio. Anche il salario minimo è di fatto raddoppiato. È tempo di recuperare quel gap”, conclude il sindacalista rappresentativo.


di CLAUDIO CASTAGNA


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