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Valditara richiama don Milani e l'articolo 3 della Costituzione: “La scuola deve valorizzare ogni individualità”

2 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Dalla personalizzazione degli apprendimenti all'intelligenza artificiale, il ministro delinea la scuola del futuro e accoglie la proposta di un tavolo tecnico con docenti e studenti.

Una scuola capace di riconoscere le differenze, valorizzare i talenti e offrire a ciascuno le opportunità necessarie per crescere. È attorno a questa idea, che richiama il pensiero di don Lorenzo Milani e il principio di uguaglianza sostanziale sancito dall'articolo 3 della Costituzione, che si sviluppa uno dei passaggi più significativi dell'intervento del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

L'occasione è la giornata conclusiva di Next Gen AI 2026, il secondo Summit internazionale dedicato alle potenzialità e alle implicazioni dell'intelligenza artificiale nella scuola, promosso dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. L'evento si conclude oggi, 22 ottobre, presso il centro congressi di Villa Erba a Cernobbio, in provincia di Como, con l'intervento del ministro trasmesso in diretta streaming. Valditara, richiamando una citazione di don Milani emersa durante il confronto, ha espresso la propria condivisione, collegandola direttamente al dettato costituzionale.“Condivido pienamente la citazione di don Milani, che in realtà è l'articolo 3 della nostra Costituzione”. Il riferimento è al compito della scuola di rispondere ai bisogni differenti degli studenti, superando un modello di insegnamento uguale per tutti e costruendo percorsi capaci di accompagnare ciascuno secondo le proprie potenzialità. “La scuola dei talenti, che deve valorizzare ogni individualità, ogni potenzialità, ogni capacità diversa ma straordinariamente bella e importante, è la scuola che personalizza, che costruisce la didattica con un abito sartoriale concepito su misura del singolo studente, perché ognuno possa recuperare, ognuno possa accelerare a seconda dei suoi bisogni”.


La personalizzazione, ha precisato Valditara, deve riguardare anche gli studenti che incontrano maggiori difficoltà, offrendo risposte differenziate senza rinunciare alla qualità dell'apprendimento. In questa prospettiva si inserisce anche l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, che il ministro considera uno strumento per potenziare la didattica e non per sostituire il ruolo delle persone. “Gradualità, personalizzazione, responsabilità ed equilibrio. Quattro passaggi straordinariamente decisivi”. Valditara ha quindi ripreso un'immagine utilizzata nel corso degli interventi precedenti. “L'intelligenza artificiale non come sostitutivo dell'uomo, ma come il pennello che usa l'essere umano”. Il ministro ha ricordato che l'intelligenza artificiale è stata inserita nelle nuove Indicazioni nazionali, prevedendo un primo avvicinamento già nella scuola primaria. “L'intelligenza artificiale l'abbiamo inserita per la prima volta nelle nuove Indicazioni nazionali, nei percorsi scolastici. L'abbiamo inserita già a partire dalla scuola primaria, dalla scuola elementare, come linguaggio. Far capire, per esempio, cosa significa la parola algoritmo”.

Accanto alle nuove tecnologie, Valditara ha attribuito particolare importanza alla capacità di imparare dagli errori. Un principio che, secondo il ministro, trova spazio anche nelle nuove Indicazioni nazionali per la matematica e le discipline STEM.

“La scienza è riuscita a ottenere delle conquiste straordinarie spesso rese possibili da errori e dalla riflessione sugli errori, dal saper fare quel salto in avanti dopo aver incontrato una difficoltà”.

La stessa attenzione alla sperimentazione caratterizza, nelle parole del ministro, la riforma dell'istruzione tecnica e professionale, con particolare riferimento al modello 4+2. “Ho voluto nella riforma dell'istruzione tecnica e professionale, il cosiddetto 4+2, inserire per la prima volta in una scuola tecnica e professionale il tema dell'innovazione e della ricerca. Abituiamo i giovani a sperimentare, non soltanto ad assorbire nozioni, non soltanto a imparare, ma anche a sperimentare, a ricercare. È un passaggio, credo, fondamentale”.

L'intervento ha portato anche a un annuncio sul piano organizzativo. Valditara ha accolto la proposta di costituire un tavolo tecnico ministeriale dedicato alla definizione delle strategie per la scuola del futuro. “Consentitemi poi di apprezzare anche la proposta, consideratela accolta, già operativa, di questo tavolo tecnico presso il Ministero composto da docenti, da rappresentanti delle consulte studentesche e quindi studenti, composto da tecnici, scienziati. Insomma, un tavolo che ci consenta di definire la strategia della scuola del futuro”.


Nella conclusione, il ministro ha rivolto un appello alla stampa, invitandola a raccontare maggiormente le esperienze innovative realizzate nelle scuole e a dare spazio alle proposte avanzate dagli studenti. “Vorrei che anche la stampa si occupasse di tematiche come quelle che sono emerse in questi giorni, che desse voce agli studenti che sono stati protagonisti e ai docenti che li hanno accompagnati”. Valditara ha infine espresso l'auspicio che il confronto sull'innovazione scolastica possa trovare maggiore spazio nel dibattito pubblico. “Mi aspetto che tutto questo abbia un risalto nel dibattito nazionale e non sia confinato soltanto alla scuola italiana, che ha dimostrato di essere molto più avanti di come spesso viene rappresentata da chi non la conosce”.

di La Redazione



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