Aggressione docenti a Parma: FLC CGIL, non risposte solo repressive, servono prevenzione e più risorse alla scuola
- La Redazione

- 25 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Aggressione a Parma contro due docenti, la FLC CGIL condanna l’episodio e chiede più prevenzione, risorse per la scuola e sostegno al personale...

"L’aggressione da parte di un gruppo di studenti ai danni di due docenti a Parma rappresenta un fatto gravissimo e ci colpisce profondamente. Ai docenti va la nostra piena solidarietà e vicinanza”. Così Gianna Fracassi, segretaria generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.
“Di fronte a episodi di questa natura - continua la dirigente sindacale - non ci si può affidare a risposte di carattere meramente repressivo. Le misure introdotte negli ultimi anni, basate sull’inasprimento delle sanzioni e sull’introduzione di nuovi reati, non hanno prodotto risultati efficaci, perché non intervengono sulle cause profonde del disagio giovanile e non garantiscono maggiore sicurezza nei contesti educativi. È necessario, invece, promuovere un approccio fondato sulla prevenzione, sulla sicurezza e sulla presa in carico complessiva delle studentesse e degli studenti. Il disagio che attraversa una parte del mondo giovanile richiede risposte strutturate, integrate e continuative”.
“Al contrario - aggiunge la segretaria FLC CGIL - è gravissimo ricondurre strumentalmente il fenomeno della violenza alla scarsa integrazione degli italiani di seconda generazione. Bisogna evitare che la paura dell’altro impregni il senso comune e intervenire sul terreno formativo e dell’istruzione affinché la scuola continui a essere un presidio di democrazia e inclusione”.
Per Fracassi: “Il ministro e il governo si dovrebbero preoccupare piuttosto di non lasciare soli le lavoratrici e i lavoratori dell’istruzione, che affrontano quotidianamente situazioni complesse, senza strumenti adeguati, senza organici sufficienti e senza il giusto riconoscimento sociale ed economico. Le aggressioni si prevengono restituendo autorevolezza al personale che sconta una retribuzione tra le più basse d’Europa e una progressiva burocratizzazione del lavoro che svuota il senso stesso della funzione educativa”.
di La Redazione




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