top of page

Valditara e la donna con il burqa, lei: “Quando siamo arrivati in Italia ci siamo sentiti amati”

Mentre il ministro propone di vietare il velo integrale nelle aule, l’incontro con una famiglia accolta in Italia restituisce al dibattito volti, aspirazioni e parole di gratitudine.

Negli stessi giorni in cui Giuseppe Valditara propone di vietare il burqa nelle aule scolastiche, alcune immagini mostrano il ministro davanti a una donna che indossa il velo integrale. Una giovane che racconta il proprio desiderio di diventare medico. È una scena che non cancella il dibattito aperto dal ministro, ma gli restituisce una dimensione umana. Dietro le parole di “integrazione”, “regole” e “divieto” ci sono persone, famiglie e ragazzi che hanno perso la propria scuola e stanno provando a ricostruire in Italia un percorso di vita.

“Noi non ci dimentichiamo mai di chi soffre e sono felice di aver dato un’opportunità di istruzione a chi ha perso la sua scuola”, afferma Valditara durante l’incontro. Una ragazza racconta quindi il sogno che coltiva fin da bambina: “Fin da piccolina il mio sogno era fare la dottoressa...”. Attraverso l’interprete arriva anche il ringraziamento della famiglia all’Italia: “Desidera ringraziare, a nome suo e della sua famiglia, l’Italia, il Governo italiano, il Ministero dell’Istruzione e del Merito per averci dato il diritto alla vita e a vivere dignitosamente in questo Paese. Quando siamo arrivati in Italia ci siamo sentiti amati. Ringrazia il popolo italiano, persona per persona, perché non ci avete fatto mancare nulla”.

L’inserimento a scuola e l’emozione della maturità

A raccontare il percorso scolastico dei ragazzi è anche una delle persone, docente della scuola dove la ragazza ha conseguito la maturità, che li ha accompagnati: “Era importante per noi che questi ragazzi fossero inseriti subito nell’ultima classe, perché sono ragazzi che hanno studiato nel loro Paese, che si sono preparati... Mi emoziono ancora perché il colloquio di maturità è stato veramente molto, molto emozionante e molto toccante”. Non soltanto accoglienza, dunque, ma la possibilità di riprendere gli studi interrotti, affrontare l’Esame di Stato e continuare a immaginare il proprio futuro. Durante il colloquio di maturità, alla domanda “C’è qualcosa di cui vuole parlare?”, la risposta della ragazza è stata: “Preferirei che mi faceste delle domande”.


Poche parole che raccontano il desiderio di essere valutata come tutti gli altri, attraverso ciò che aveva studiato e imparato. Valditara ha definito quel percorso “un esempio per tantissimi”: “Mi fa molto piacere perché è stata una bellissima testimonianza di umanità e di solidarietà. Mi fa anche molto piacere che le risorse che abbiamo messo siano state spese molto bene, con dei bellissimi risultati e per uno scopo molto nobile”. La risposta affidata all’interprete restituisce il valore attribuito dalla famiglia a quell’intervento: “Non sa quanto bene ha fatto!”.

La proposta di vietare il burqa nelle aule

L’incontro assume un significato particolare alla luce delle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Valditara. Il ministro ha annunciato la volontà di presentare un emendamento al disegno di legge Sicurezza per vietare il burqa a scuola. Secondo Valditara, consentire a una ragazza di entrare in classe con il volto integralmente coperto significherebbe accettare principi in contrasto con la Costituzione, con la dignità della donna e con l’uguaglianza tra uomo e donna. Il velo integrale, inoltre, impedirebbe alla studentessa di socializzare pienamente. Il ministro ha distinto l’inclusione dall’integrazione, sostenendo che quest’ultima richieda l’inserimento della persona in un sistema di regole e valori condivisi.

Al momento, però, si tratta di una proposta e non di una disposizione già entrata in vigore. È necessario anche evitare una sovrapposizione impropria: la donna con il burqa presente all’incontro non risulta essere una studentessa che frequenta una classe con il volto coperto. Le immagini, pertanto, non smentiscono automaticamente la proposta avanzata dal ministro.

La scena pone tuttavia una domanda più profonda: come si costruisce un’integrazione capace di tutelare i principi della Costituzione senza smarrire l’ascolto delle persone?

La risposta non può esaurirsi in un indumento, né nella sua proibizione. Passa dalla scuola, dalla conoscenza della lingua, dall’autonomia delle ragazze, dal rapporto con le famiglie e dalla possibilità di scegliere consapevolmente il proprio futuro.

La giovane che sogna di diventare medico e la sua famiglia, che racconta di essersi sentita amata dall’Italia, ricordano che l’integrazione diventa reale quando una persona non viene osservata soltanto attraverso ciò che indossa, ma viene riconosciuta anche per ciò che sogna e desidera diventare.

di Natalia Sessa


EDUCAZIONE
E CULTURA

NUOVI BANNER - 2 (2000 × 2160 px) (2).jpg
ID CERT (3).jpg
SUCCESSO 1
Senza titolo (250 x 834 px) (2).jpg
SUCCESSO 1
BANNER - NUOVA HOME PAGE

GPS 2026

AUMENTA IL PUNTEGGIO IN GRADUATORIA DOCENTI
BANNER - NUOVA HOME PAGE
MASTER 60 cfu (1).jpg

INVIACI IL TUO COMUNICATO

info@ascuolaoggi.it

ascuolaogginews@gmail.com

A scuola oggi è un portale che tratta notizie su quanto accade nel mondo scuola. Notizie per docenti di ruolo, docenti di sostegno, docenti precari, personale ATA, educatori, genitori e alunni. Inoltre le sezioni dedicate ai membri offrono servizi aggiuntivi: corsi gratuiti e supporto a quanti richiedono informazioni.

bottom of page