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“Superare il precariato storico”: il Comitato Precari Uniti per la Scuola propone una riforma del reclutamento

Doppio canale di assunzione, formazione gratuita, revisione della mobilità e maggiori tutele per i docenti: presentato un documento per aprire il confronto con Governo e Parlamento

Una proposta organica per cambiare il sistema di reclutamento e affrontare il problema del precariato strutturale nella scuola italiana. Il Comitato Precari Uniti per la Scuola, insieme a Docenti Uniti Italia e Reset Italia, lancia un documento elaborato dopo mesi di confronto con docenti provenienti da diverse realtà territoriali.

L’obiettivo è aprire un confronto serio e costruttivo tra insegnanti, associazioni e forze politiche per costruire una riforma stabile del reclutamento e della mobilità del personale docente.

L’iniziativa, che si traduce anche in una petizione, nasce dalla volontà di offrire alle istituzioni una base comune di discussione per superare una delle principali emergenze della scuola italiana: il precariato storico. Un tema già portato all’attenzione del Parlamento europeo attraverso la Petizione n. 1264/2024, presentata dal Comitato insieme all’avvocato Maria Rosaria Altieri, con cui è stato denunciato l’abuso dei contratti a termine e richiesto il rispetto della normativa europea.

Secondo i promotori, gli interventi adottati negli ultimi anni – dai concorsi alle procedure straordinarie, fino ai percorsi abilitanti – non hanno risolto il problema, lasciando migliaia di docenti con una lunga esperienza professionale in una condizione di continua precarietà.

La proposta punta quindi a valorizzare servizio, competenza e continuità didattica, attraverso un nuovo modello capace di coniugare merito e stabilità.

Reclutamento: doppio canale o graduatoria unica

Tra i punti principali del documento c’è la revisione del sistema di assunzione dei docenti.

Il Comitato propone:

  • un doppio canale di reclutamento, con il 50% dei posti destinato alle graduatorie GPS per i docenti con almeno 36 mesi di servizio negli ultimi dieci anni e il restante 50% assegnato attraverso i concorsi, con graduatorie a scorrimento per vincitori e idonei;

  • in alternativa, l’istituzione di una Graduatoria Unica Provinciale di Immissione in Ruolo (GUPIR), costruita sulla base di criteri trasparenti in grado di valorizzare esperienza, servizio, titoli e idoneità concorsuale.

Secondo il Comitato, l’obiettivo è superare un sistema che continua a produrre instabilità e garantire un percorso più chiaro verso il ruolo per chi ha maturato esperienza nella scuola.


Formazione e abilitazione: stop ai percorsi onerosi

Un altro capitolo riguarda la formazione dei docenti.

La proposta prevede:

  • il superamento dei percorsi abilitanti a pagamento;

  • una formazione gratuita organizzata all’interno della scuola pubblica;

  • percorsi specifici dedicati ai precari storici.

L’idea è quella di riconoscere la formazione come elemento qualificante della professione docente, evitando che diventi un ulteriore ostacolo economico per chi cerca di stabilizzarsi.

Mobilità e diritti dei docenti

Il documento interviene anche sul tema della mobilità, proponendo:

  • l’introduzione della mobilità intercompartimentale verso altri settori della Pubblica Amministrazione;

  • il superamento dei vincoli di permanenza triennale e quinquennale;

  • maggiori tutele per le esigenze familiari e personali.

Secondo i promotori, la mobilità deve tornare a essere uno strumento di tutela dei lavoratori e non un ulteriore elemento di rigidità.

Valorizzazione professionale ed economica

La proposta dedica attenzione anche alla condizione economica dei docenti, con alcune richieste:

  • estensione della Carta del Docente ai precari;

  • adeguamento degli stipendi agli standard europei;

  • contrasto al “mercato dei titoli e delle certificazioni”;

  • formazione gratuita svolta in orario di servizio o adeguatamente retribuita.

Sostegno ai docenti fuori sede

Tra le misure indicate anche interventi per sostenere gli insegnanti costretti a spostarsi lontano dalla propria residenza:

  • bonus affitto;

  • agevolazioni sui trasporti;

  • contributi per carburante e buoni pasto.

Una scuola più inclusiva e centrata sulla didattica

Il documento affronta anche alcuni nodi più generali del sistema scolastico, proponendo:

  • riduzione del numero di alunni per classe;

  • rafforzamento del sostegno e dell’inclusione;

  • revisione dei PCTO e della riforma “4+2”;

  • contrasto alla crescente aziendalizzazione della scuola pubblica.

Il Comitato chiede inoltre la revisione del DM 32/2025, ritenendo che la possibilità di riconfermare annualmente i supplenti senza un vero percorso di stabilizzazione rischi di trasformare il precariato in una condizione permanente.

L’obiettivo finale della proposta è costruire una riforma condivisa del sistema scolastico, capace di valorizzare esperienza, competenze e continuità didattica, restituendo maggiore stabilità e dignità professionale ai docenti.

La petizione è aperta alla sottoscrizione per sostenere una scuola più stabile, trasparente e orientata alla qualità dell’insegnamento.


Firma qui la petizione:https://c.org/wK588rF72d

Comitato Precari Uniti per la Scuola

 

di La Redazione


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