Studente di 12 anni si rompe il naso durante le lezioni: la scuola condannata a pagare 7.000 euro dopo quanto emerso in tribunale
- La Redazione

- 9 mag
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Durante il cambio dell’ora in classe non c’era il docente. Nel processo emerge anche un dettaglio che farà discutere sulla vigilanza degli studenti...

Il Ministero dell’Istruzione dovrà risarcire uno studente con oltre 7mila euro dopo un incidente avvenuto a scuola durante il cambio dell’ora.
Con la sentenza depositata il 6 maggio 2026, il Tribunale di Bari ha ritenuto insufficiente la vigilanza garantita dalla scuola.
A pagare i danni (calcolati su un’invalidità permanente del 3%) sarà l’assicurazione dell’istituto. Il Ministero, però, dovrà farsi carico di altre spese: circa 5.000 euro per il processo e per gli esperti. I giudici non hanno concesso i soldi per i danni morali. Secondo le regole, per non subire una condanna, la scuola doveva dimostrare di aver organizzato ogni cosa per prevenire l’incidente. Tale organizzazione è stata ritenuta mancante. Il fatto increscioso è accaduto alla fine del novembre 2016. In una scuola media, un ragazzino di 12 anni si è scontrato per sbaglio con un compagno proprio durante il cambio dell'ora.
In quel preciso momento in classe non c’era l’insegnante di turno e, a causa della botta, lo studente si è rotto il naso. La scuola non ha chiamato subito il 118 per mandarlo al pronto soccorso. Sarà la madre a portarlo in ospedale. Qualche giorno dopo, il 5 dicembre, il ragazzo è stato operato al setto nasale.
Ma come mai i professori non erano in classe? Durante il processo è saltata fuori una situazione alquanto disordinata. L’istituto stava facendo dei lavori e usava un edificio provvisorio. I docenti dovevano spostarsi da una sede all’altra e ci mettevano diverso tempo. Per coprire i tempi di assenza dei professori, la scuola aveva affidato la sorveglianza di ben quattro classi a una sola collaboratrice scolastica.
Davanti al giudice, la donna ha confermato che si trovava in corridoio e che nessuno le aveva dato istruzioni scritte su come controllare i ragazzi. Il tribunale ha stabilito che affidare quattro aule a una sola persona non basta per garantire un vero controllo, rendendo di fatto la scuola colpevole.
di Leandro Castagna




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Si danno troppe colpe alla scuola ma i ragazzi sono terribili