Scuole di montagna, al via la nuova mappa dei Comuni montani: Anief chiede il decreto per il punteggio aggiuntivo nelle GPS e le agevolazioni per il personale
- La Redazione

- 11 lug
- Tempo di lettura: 6 min
Scuole montane, arriva la nuova disciplina: punteggio aggiuntivo per il personale, agevolazioni fiscali fino a 3.500 euro e deroghe sugli organici per contrastare lo...

"Il Governo italiano ha finalmente provveduto alla riorganizzazione della mappa della montagna: con il decreto, attuativo dell’articolo 2, comma 1, della legge 131/2025, assieme alla nuova elencazione dei Comuni – in tutto 3.715 suddivisi per regione, provincia e denominazione - viene definita per la prima volta cosa si debba intendere per “Comune montano”, superando le interpretazioni soggettive e le disparità regionali che hanno caratterizzato il passato.
La novità più rilevante introdotta dal D.P.C.M., che prende spunto dalla legge n.131 del 12 settembre, è l’abbandono del concetto di “zona montana” basato esclusivamente sull’altitudine: il regolamento adotta un approccio multifattoriale per fotografare al meglio la complessità orografica del Paese. I criteri, illustrati nell’art. 2 del decreto, sono stati studiati per includere non solo le vette più alte, ma anche quei territori collinari e di media montagna con caratteristiche morfologiche tipiche dell’ambiente montano.
Tra gli aspetti più innovativi e tecnicamente sofisticati del decreto è presente il criterio di “continuità territoriale”: la clausola evita che un Comune, pur non rispettando i requisiti altimetrici, venga escluso dal novero delle zone montane se geograficamente e funzionalmente inserito in un contesto montano: un successivo decreto, dovrà individuare, all’interno di questo elenco, quali Comuni potranno effettivamente accedere alle singole misure di sostegno. Il secondo provvedimento terrà conto non solo dei parametri geomorfologici, ma anche di indicatori socioeconomici come il livello di reddito, la densità abitativa e l’effettivo rischio di spopolamento.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sollecita la firma del decreto interministeriale che individua le scuole autonome che potranno essere classificate come scuole montane. “L’ufficio legale Anief – dichiara oggi il sindacalista autonomo - ha avviato già una vertenza il mese scorso mettendo a disposizione un modello di diffida da adempiere in occasione della apertura delle GPS, relative al periodo 2026/2028, riguardo il punteggio maggiorato che avrebbe dovuto avere chi ha prestato servizio nelle scuole montane”.
Il ricorso per la valutazione punteggio del servizio scuole di montagna e isole minori è inoltrato dall’Anief al Tar del Lazio: l’obiettivo dell’atto è l'emanazione dei decreti interministeriali per ottenere nelle graduatorie GPS la valutazione del punteggio maggiorato per chi ha lavorato o lavora in scuole di montagna, come previsto dalla legge 131/2025, art. 7 e isole minori legge 70/2026. Gli interessati possono cliccare qui.
COSA CAMBIA PER LE SCUOLE DI MONTAGNA
L’articolo 7 della legge n.121 del 12 settembre scorso, stabilisce cosa si intende per scuola di montagna. Rientrano in questa categoria tutti gli istituti di ogni ordine e grado – dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado – che hanno sede nei comuni montani individuati dall’articolo 2 della presente legge. Rientrano inoltre anche quegli istituti che, pur avendo la sede principale altrove, dispongono di almeno un plesso situato in uno di questi comuni: in tal caso, però, le agevolazioni previste dalla legge si applicano esclusivamente a quel plesso e non all’intero istituto.
Al fine di garantire il regolare svolgimento del servizio scolastico in queste realtà territoriali, la legge stabilisce che, nella definizione degli organici del personale – docenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario, nonché dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi – e nella formazione delle classi, si faccia riferimento a specifiche disposizioni già vigenti, ossia l’articolo 19 del decreto-legge n. 98 del 2011 e il regolamento di cui al DPR n. 81 del 2009.
Tuttavia, tutto ciò resta subordinato a quanto previsto da un’altra norma, l’articolo 10-bis del decreto-legge n. 123 del 2023, che viene contestualmente modificato dal presente articolo. Le modifiche apportate a quest’ultima disposizione sono due: da un lato, si amplia l’ambito di applicazione, sostituendo il riferimento alle sole regioni del Mezzogiorno con un richiamo ai nuovi percorsi ordinamentali e sperimentali della scuola secondaria di secondo grado; dall’altro, si elimina dalla rubrica il richiamo all'”Agenda Sud”, segnando così un allargamento dell’intervento anche ad altre realtà territoriali.
Un aspetto particolarmente rilevante è il riconoscimento di un punteggio aggiuntivo a favore del personale scolastico che presta servizio nelle scuole di montagna. Con un decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, verrà stabilito un punteggio supplementare nelle graduatorie provinciali per le supplenze, riservato a quei docenti e operatori – sia a tempo indeterminato che determinato – che abbiano effettivamente lavorato in tali scuole per almeno centottanta giorni nell’anno scolastico, dei quali almeno centoventi dedicati ad attività didattiche.
Un ulteriore punteggio è previsto per chi ha insegnato in pluriclassi delle scuole primarie site nei comuni montani, e un ulteriore riconoscimento, proporzionale all’anzianità di servizio maturata, sarà attribuito a chi ha svolto un lungo periodo di attività in queste scuole. Inoltre, in sede di contrattazione collettiva nazionale, verrà definito un punteggio aggiuntivo anche per le procedure di mobilità del personale.
La legge introduce poi un importante sostegno economico per il personale scolastico che, per motivi di servizio, decida di trasferirsi nei comuni montani. Dall’anno 2025, chi prende in locazione un’abitazione nel comune in cui si trova la scuola o in un comune limitrofo potrà beneficiare di un credito d’imposta annuale, utilizzabile nella dichiarazione dei redditi, pari al minore tra il 60% del canone annuo di affitto e un importo massimo di 2.500 euro.
La stessa agevolazione è estesa anche a coloro che scelgono di acquistare un’abitazione accendendo un mutuo: in questo caso, il credito d’imposta sarà pari al minore tra il 60% dell’ammontare annuale del finanziamento e sempre 2.500 euro. Un trattamento ancora più favorevole è riservato a chi si trasferisce nei comuni montani con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, all’interno dei quali sia presente una minoranza linguistica storica riconosciuta dalla legge n. 482 del 1999, purché i suoi appartenenti rappresentino almeno il 15% dei residenti. In queste situazioni, il credito d’imposta sale al minore tra il 75% del canone o del finanziamento annuo e un importo massimo di 3.500 euro.
COSA CONTIENE IN GENERALE IL DPCM
È bene anche sapere che la nuova mappa non è statica. Il D.P.C.M. prevede la possibilità di un aggiornamento annuale, con un nuovo decreto da adottare entro il 30 settembre di ogni anno, basato sui dati forniti dall’ISTAT. L’aggiornamento avrà effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo. Il decreto, infine, disciplina anche i casi di fusioni e scissioni comunali.
Arriva il punteggio aggiuntivo per il servizio svolto nelle scuole montane, zone evidentemente in zone disagiate, con sgravio fiscale fino a 3.500 euro per le spese di locazione e deroghe nella formazione delle classi sul rapporto alunni-studenti: a stabilirlo è la Legge n. 131 del 12 settembre 2025 sulle “Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane” pubblicata il 19 settembre in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal giorno dopo.
“Avere ottenuto la supervalutazione del servizio svolto in scuole collocate nelle zone montane, anche per il personale Ata, delle eccezioni sul tetto imposto per legge nella formazione delle classi e il credito d’imposta fino a 3.500 euro per le locazioni rappresentano dei risultati importanti tutti ispirati dal nostro sindacato – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - , perché sono frutto di nostri emendamenti rivolti ai parlamentari”.
“Continueremo la nostra battaglia sugli sgravi – promette il presidente Marcello Pacifico - perché siano proposti anche al personale che lavora furori sede, piuttosto che il finanziamento di una specifica indennità che permette il ristoro parziale delle spese sostenute per chi lavora lontano dalla propria residenza.
Chiediamo quindi al Governo, già nella prossima legge di bilancio, ulteriori risorse per finanziare una indennità di sede disagiata che possa essere attribuita con criteri stabiliti nel contratto collettivo nazionale di lavoro a beneficio di tutti i lavoratori fuori sede”.
Le modifiche normative sono state adottate al disegno di legge sul riconoscimento e la promozione delle zone montane, con all’interno degli articoli dedicati specificamente al settore scolastico, con l’obiettivo dichiarato di incentivare la presenza di sedi e personale in queste aree territoriali: in particolare, nel testo del ddl sono riportati dei passaggi che prevedono anche dei benefici per i lavoratori della scuola che vi prestano servizio".
di La Redazione
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