Riforma istituti tecnici: Il TAR Lazio salva il decreto ministeriale nella sua forma originaria. Tuttavia, restano punti da chiarire come la tutela dei posti e titolarità dei docenti (Ordinanza PDF)
"Altre criticità riguardano le scuole, con difficoltà a gestire tempi ristretti per aggiornare il Piano Triennale dell’Offerta Formativa, carenza di personale in possesso..."

Riforma istituti tecnici, nei mesi scorsi era stata avanzata la richiesta di sospensione d’urgenza del recente provvedimento ministeriale, ma il TAR Lazio interviene respingendola. La continuità applicativa delle indicazioni attuative per le scuole è garantita.
L’ordinanza è stata pubblicata in data 2 novembre e specifica che la riforma era conosciuta da tempo e che la sospensione avrebbe arrecato un grave pregiudizio all’interesse pubblico generale, richiamato come “convitato di pietra del processo amministrativo” sulla scorta dell’Adunanza Plenaria n. 5 del 2015. Questo vuol dire che verrà mantenuta l’efficacia delle norme ministeriali, rinviando ogni valutazione di merito all’approfondimento della causa.
La riforma in breve:
Il testo ha come argomenti principali: indirizzi di studio, articolazioni del triennio finale, quadri orari e risultati di apprendimento. Inoltre, vengono aggiornati i profili formativi adattandoli alla richiesta di competenze del sistema produttivo e si concentra sul rafforzamento delle materie STEM, delle competenze linguistiche, scientifiche ed economico-giuridiche. Nella stessa circostanza, le istituzioni scolastiche dispongono di quote di flessibilità curricolare per adeguarne l’applicazione al contesto locale, a condizione di riscontrare i risultati di apprendimento stabiliti a livello nazionale.
Due i principali settori di appartenenza:
Settore Economico, con indirizzi di: Amministrazione, finanza e marketing (con le articolazioni Relazioni internazionali per il marketing e Sistemi informativi aziendali) e Turismo, beni culturali e ambientali.
Settore Tecnologico-Ambientale, con indirizzi: Meccanica, meccatronica ed energia, Trasporti e logistica, Elettronica ed elettrotecnica, Informatica e telecomunicazioni, Grafica e comunicazione, Chimica, materiali e biotecnologie, Sistema moda, Agraria, agroalimentare e agroindustria, Costruzioni, ambiente e territorio.
I “Patti educativi 4.0”, sempre introdotti con la riforma, sono accordi di collaborazione tra scuole, imprese, università, centri di ricerca ed enti di formazione. Il decreto regola, inoltre, la dimensione internazionale mediante stage, programmi di scambio e l’adozione della metodologia CLIL (insegnamento di una disciplina tecnica in lingua inglese negli ultimi anni del corso) e definisce il raccordo con la formazione terziaria, con particolare riferimento agli ITS Academy e alle lauree professionalizzanti. L’ultima novità, riguarda invece la sperimentazione inerente all’istruzione degli adulti, prevista a decorrere dall’anno scolastico 2027-2028.
L’attuazione:
In definitiva, il TAR ha respinto la richiesta di sospensione del decreto ministeriale, che resta efficace, compresi i nuovi quadri orari, in attesa del giudizio di merito. Tuttavia alcune questioni restano aperte: ad esempio, le parti sociali, le mobilitazioni e i tavoli di conciliazione promossi dai sindacati hanno chiesto al MIM di introdurre i primi correttivi sul monte orario inizialmente tagliato, intervenendo in particolare su discipline scientifiche, italiano al quinto anno e linguaggi tecnici. Un altro importante punto da chiarire riguarda la tutela dei posti d’organico e la salvaguardia delle titolarità dei docenti. Mentre altre criticità riguardano le scuole, con difficoltà a gestire tempi ristretti per aggiornare il Piano Triennale dell’Offerta Formativa, carenza di personale in possesso delle certificazioni CLIL e la delicata riorganizzazione delle cattedre destinate agli insegnanti tecnico-pratici.
ORDINANZA:
di Natalia Sessa
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