Reclutamento docenti, condivisione della posizione di Mario Pittoni: necessario un doppio canale strutturale
Il riconoscimento del servizio prestato non deve essere considerato alternativo alla qualità del reclutamento, ma parte integrante di un modello fondato su...

Il reclutamento degli insegnanti continua a essere uno dei nodi più complessi della scuola italiana. Concorsi, percorsi abilitanti, graduatorie e disposizioni transitorie si sono sovrapposti negli anni, rendendo sempre più difficile individuare un sistema stabile di accesso alla professione. Da qui torna al centro del dibattito la proposta del doppio canale di reclutamento, che consentirebbe di affiancare alle procedure concorsuali un percorso di assunzione capace di valorizzare anche l'esperienza maturata dai docenti precari.
A intervenire è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che esprime sostegno alla posizione di Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, chiedendo una riforma strutturale delle modalità di immissione in ruolo. Secondo il Coordinamento, l'attuale sistema presenta una frammentazione normativa che rende difficile programmare le assunzioni e ridurre il ricorso ai contratti a tempo determinato.
“La prospettiva di un sistema articolato su due canali rappresenta un'opportunità di razionalizzazione normativa, nella misura in cui consenta di affiancare alle procedure concorsuali un percorso di accesso al ruolo capace di valorizzare le qualificazioni professionali e l'esperienza maturata nell'insegnamento”.
Il punto centrale è il riconoscimento del servizio svolto nelle scuole, senza rinunciare alla verifica delle competenze professionali.
“Il riconoscimento del servizio prestato non deve essere considerato alternativo alla qualità del reclutamento, ma parte integrante di un modello fondato su requisiti verificabili, criteri uniformi e procedure trasparenti”. Particolare attenzione viene riservata alla proposta delle Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo (GPSR), la cui eventuale introduzione dovrebbe essere accompagnata da un intervento normativo coerente con il decreto legislativo n. 59 del 2017 e con gli impegni assunti dall'Italia in sede europea. “Il necessario confronto con la Commissione europea dovrebbe favorire la definizione di una soluzione giuridicamente sostenibile, evitando che ulteriori interventi temporanei alimentino aspettative professionali prive di un quadro applicativo stabile”.
Il CNDDU richiama inoltre la necessità di evitare nuove contrapposizioni tra gli aspiranti insegnanti provenienti da percorsi differenti. L'obiettivo dovrebbe essere quello di costruire regole equilibrate, capaci di rispettare le posizioni già acquisite e le diverse modalità di accesso. “La continua contrapposizione tra differenti categorie di aspiranti docenti non contribuisce all'efficienza amministrativa e rischia di ostacolare l'individuazione di soluzioni condivise per il progressivo superamento del precariato”.
Ma il doppio canale, avverte il Coordinamento, non sarebbe sufficiente senza una programmazione delle assunzioni collegata al reale fabbisogno delle scuole. “Senza un'adeguata programmazione degli organici e una ricognizione delle cattedre stabilmente necessarie, l'ampliamento delle modalità di reclutamento potrebbe tradursi in una modifica esclusivamente procedurale, senza risultati significativi sulla stabilità occupazionale e sulla continuità didattica”. Da qui la proposta di introdurre una pianificazione pluriennale delle immissioni in ruolo, criteri certi per l'utilizzo delle graduatorie e strumenti di monitoraggio in grado di misurare l'effettiva riduzione del precariato.
Il Coordinamento esprime quindi “piena condivisione per la posizione sostenuta da Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega”, riconoscendo nel doppio canale una possibile soluzione per il riordino del reclutamento. L'auspicio è che la proposta possa tradursi in un intervento legislativo accompagnato da regole applicative chiare, evitando ulteriori misure straordinarie destinate a sovrapporsi a quelle già esistenti. “La priorità non dovrebbe essere l'introduzione di ulteriori procedure, ma la costruzione di un sistema ordinario nel quale qualificazione professionale, esperienza di servizio e fabbisogno effettivo concorrano a rendere le assunzioni più tempestive e prevedibili, superando progressivamente il ricorso a interventi straordinari”.
di La Redazione
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