Ragazzo con disabilità 15enne rapito e torturato da 3 coetanei, restituito alla famiglia solo il giorno dopo. La madre: “Io sapevo che era a dormire dal nonno”
- La Redazione

- 3 nov
- Tempo di lettura: 1 min
"Io sapevo che era a dormire dal nonno e che non è mai arrivato noi l'abbiamo scoperto il mattino. Io ringrazio Dio che mio figlio è vivo, voglio solo giustizia..."

Un fatto agghiacciante si è verificato a Torino: un ragazzino di 15 anni con disabilità sarebbe stato “rapito” e poi torturato per ore da alcuni coetanei che si sarebbero finti suoi amici con i genitori. Come riporta il “Messaggero” il 15enne è stato chiuso in una stanza, minacciato con un cacciavite, successivamente gli avrebbero rasato capelli e sopracciglia e costretto a immergersi nel fiume Po.
È stata la madre del giovane a denunciare l’accaduto con un post sui social, da quanto è emerso sarebbe stato proprio il figlio a raccontarle quanto subito. In particolare la donna ha parlato di due ragazzi e una ragazza, tra i 15 e i 16 anni. Dal post della madre si legge: “Gli hanno spento una sigaretta sulla caviglia oltretutto. Non contenti l'hanno portato nel Po e non soddisfatti l'hanno fatto mettere sotto una fontanella con il getto sulla schiena”.
La domanda che in molti potrebbero porsi è: come mai i genitori non hanno lanciato nessun allarme fino a quel momento? La madre sempre sui social spiega: “Io sapevo che era a dormire dal nonno, che non è mai arrivato noi l'abbiamo scoperto il mattino. Io ringrazio Dio che mio figlio è vivo, voglio solo giustizia”. Molti restano i punti da chiarire su una vicenda che lascia esterrefatti, i carabinieri stanno indagando per capire cosa sia successo davvero la notte del sequestro. Seguiranno aggiornamenti.
di NATALIA SESSA






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