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Pensioni più basse fino a 400 euro, senza controlli cosa si rischia

"Questo perché l’assegno viene percepito come corretto in quanto erogato regolarmente, ma gli errori potrebbero riguardare il lungo periodo... "

Pare proprio che per anomalie contributive, errori tecnici e ricostruzioni previdenziali incomplete alcune pensioni potrebbero risultare più basse, anche fino a 400 euro al mese. Una notizia che ha certamente lasciato senza parole centinaia di pensionati.


Secondo un’analisi sulle verifiche effettuate da Consulcesi & Partners attraverso lo sportello legale previdenziale OkPensione, sarebbe emerso che circa una posizione su tre presenta incongruenze che potrebbero incidere sull’importo finale della propria pensione. Tali discrepanze potrebbero vedere gli importi ridursi da 80 fino ai 400 euro mensili. Ma la cosa più grave riguarda la scarsa consapevolezza dei pensionati rispetto a questi errori. 

Questo perché l’assegno viene percepito come corretto in quanto erogato regolarmente, ma gli errori potrebbero riguardare il lungo periodo. 

Nel dettaglio vediamo quali sono le anomalie che si verificano maggiormente: 

  • incongruenze nella ricostruzione della carriera lavorativa.

  • omissioni contributive;

  • contributi figurativi non correttamente valorizzati;

  • ricongiunzioni tra diverse gestioni previdenziali;

  • errori nei coefficienti di trasformazione;

Inoltre, si consiglia di prestare particolare attenzione soprattutto alle carriere discontinue o caratterizzate da passaggi tra differenti regimi previdenziali, poiché in queste circostanze potrebbe aumentare il rischio di errori nel calcolo finale della pensione. Il sistema pensionistico richiede controlli puntuali e approfonditi, soprattutto in caso di percorsi lavorativi complessi.


Secondo gli esperti, il rischio aumenterebbe soprattutto in presenza di carriere discontinue o passaggi tra differenti gestioni previdenziali, situazioni che rendono più complesso il calcolo finale della pensione.

“In molti casi emergono ricostruzioni contributive incomplete o errori tecnici nella valorizzazione dei periodi lavorativi”, spiega Bruno Borin. “Si tratta di criticità che possono determinare differenze economiche anche significative nel tempo”.

Tra i casi segnalati vi sarebbe anche quello di un medico in pensione che, dopo avere rilevato anomalie nel proprio cedolino previdenziale, avrebbe ottenuto oltre 70mila euro tra arretrati e quote di TFR non correttamente liquidate.


di Natalia Sessa





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