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Pensioni Marzo 2026: arrivano i PAGAMENTI con gli AUMENTI grazie al Taglio IRPEF, alle maggiorazioni sociali e agli arretrati. Attenzione alle addizionali. Facciamo chiarezza insieme

L’accredito del rateo di pensione di marzo 2026 avverrà con valuta...

Il cedolino della pensione di marzo 2026 è particolarmente atteso perché contiene aumenti, conguagli fiscali e nuove trattenute. Nel rateo in pagamento dal 2 marzo confluiscono infatti maggiorazioni sociali, rimborsi IRPEF, recuperi fiscali e addizionali regionali e comunali.


CEDOLINO PENSIONE MARZO: CALENDARIO DEI PAGAMENTI

L’accredito del rateo di pensione di marzo 2026 avverrà con valuta 2 marzo. Nella stessa data, sarà disponibile il pagamento in contanti.

Chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali dovrà tener ben presente il calendario alfabetico così da evitare code e sovraffollamenti agli sportelli.

Ecco il CALENDARIO COMPLETO di riferimento:

  • Lunedì 2 marzo 2026: cognomi dalla A alla B;

  • Martedì 3 marzo 2026: cognomi dalla C alla D;

  • Mercoledì 4 marzo 2026: cognomi dalla E alla K;

  • Giovedì 5 marzo 2026: cognomi dalla L alla O;

  • Venerdì 6 marzo 2026: cognomi dalla P alla R;

  • Sabato 7 marzo 2026 (solo mattina) : cognomi dalla S alla Z

Incremento della maggiorazione sociale

La legge di bilancio 2026 ha introdotto l’incremento strutturale delle maggiorazioni sociali riconosciute ai pensionati di età pari o superiore a 70 anni e agli invalidi civili totali maggiorenni. 

Dal 1° gennaio 2026, quindi, l’importo della maggiorazione sociale, prevista dalla legge 448/2001, viene aumentato di 20 euro mensili per 13 mensilità.

Il limite di reddito annuo individuale per accedere al beneficio è stato alzato di 260 euro (pari a 20 euro per 13 mensilità).

A decorrere da marzo, le pensioni saranno incrementate come disposto dalla nuova legge. Nello stesso mese di marzo, verranno pagati i conguagli a credito relativi all’aumento spettante a gennaio e a febbraio 2026.


Adeguamento delle aliquote IRPEF

Dal mese di marzo, sulla base delle novità introdotte dalla legge di bilancio 2026, sulle prestazioni assoggettate a tassazione ordinaria, si applicherà la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per lo scaglione di reddito oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro.

Con il rateo di pensione di marzo, saranno messi in pagamento anche gli importi a credito relativi a gennaio e febbraio 2026.

Conguaglio IRPEF 2025 e addizionali regionali e comunali

A fine 2025, è stato effettuato il ricalcolo a consuntivo delle ritenute erariali (IRPEF e addizionale regionale e comunale a saldo) sulla base dell’ammontare complessivo delle sole prestazioni pensionistiche erogate dall’INPS.

Se le ritenute erariali applicate sulle prestazioni pensionistiche, nel corso del 2025, sono risultate di importo superiore a quanto dovuto su base annua, l’INPS, in qualità di sostituto di imposta, ha provveduto a effettuare il rimborso sul rateo di pensione di gennaio 2026.

Se, invece, le ritenute sono state applicate in misura inferiore, l’INPS ha dovuto recuperare le differenze a debito, operando sulle rate di pensione di gennaio e febbraio 2026.

Per i titolari di trattamenti pensionistici di importo annuo complessivo fino a 18.000 euro, il cui ricalcolo dell’IRPEF ha determinato un conguaglio a debito di importo superiore a 100 euro, la rateazione del recupero è stata estesa fino alla mensilità di novembre, in base all’articolo 38, comma 7, decreto-legge 78/2010, come convertito nella legge 122/2010.



Sempre sul rateo di pensione di marzo 2026, possono essere presenti ulteriori conguagli a credito o a debito, dovuti al ricalcolo che l’INPS, preliminarmente all’emissione della Certificazione Unica 2026, deve effettuare, tenendo conto non solo delle prestazioni pensionistiche, ma anche di tutte le ulteriori prestazioni eventualmente pagate a uno stesso soggetto nel corso del 2025.   

Infine, sul rateo di pensione di marzo, oltre all’IRPEF mensile e agli eventuali conguagli, vengono inoltre trattenute le addizionali regionali e comunali relative al 2025.


Le somme conguagliate verranno attestate nella Certificazione Unica 2026.

Le prestazioni di invalidità civile, le pensioni o gli assegni sociali, le prestazioni non assoggettate alla tassazione per particolari motivazioni (detassazione per residenza estera, vittime del terrorismo) non subiscono trattenute fiscali.


Addizionali IRPEF regionali e comunali

L'INPS, in qualità di sostituto di imposta, deve trattenere sull’importo della pensione anche quanto dovuto per addizionali regionali e comunali, calcolate sulle base delle aliquote stabilite annualmente dalle regioni e dai comuni.

La base di calcolo è rappresentata dall’imponibile IRPEF erogato dall’INPS, senza tenere conto di altri eventuali redditi.

L’addizionale regionale all’IRPEF viene trattenuta sulla pensione a saldo, nell’anno successivo a quello cui fa riferimento, suddivisa in 11 rate, da gennaio a novembre.

In pratica, l’addizionale regionale relativa al 2025 sarà trattenuta sulla pensione in 11 rate, da gennaio 2026 a novembre 2026.

L’addizionale comunale all’IRPEF, invece, viene trattenuta sia in acconto che a saldo:

  • a saldo, nell’anno successivo a quello cui si riferisce, in 11 rate da gennaio a novembre;

  • in acconto, nell’anno di riferimento, in 9 rate da marzo a novembre.

Il saldo dell’addizionale comunale 2025 verrà, quindi, trattenuto in 11 rate da gennaio 2026 a novembre 2026; l’acconto dell’addizionale comunale, per il 2026, verrà invece trattenuta sui ratei di pensione in 9 rate, che vanno da marzo 2026 fino a novembre 2026.


di VALENTINA TROPEA





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