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Pensioni 2027, chi evita l’aumento dei requisiti: vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e uscita con 41 anni. Le categorie tutelate

42 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min

Tra i lavoratori interessati ci sono anche gli insegnanti dell’infanzia. Ma attività svolta, anni di servizio e forma di pensionamento possono cambiare il requisito…

Dal 2027 i requisiti pensionistici aumentano, ma non per tutti. Per alcune categorie impegnate in attività gravose o usuranti e per determinati lavoratori precoci, le condizioni di accesso restano ferme anche nel 2028.

Per la generalità dei lavoratori, la pensione di vecchiaia passa a 67 anni e un mese nel 2027 e a 67 anni e tre mesi nel 2028. Le esenzioni consentono invece, quando ricorrono le condizioni, di mantenere requisiti più favorevoli.

Il riferimento è la legge di Bilancio 2026, legge n. 199 del 30 dicembre 2025, illustrata dalla circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026. Per capire se si rientra nella tutela occorre distinguere la pensione richiesta e la durata dell’attività riconosciuta.

Vecchiaia: perché alcuni escono a 66 anni e 7 mesi e altri a 67

Per i lavoratori dipendenti appartenenti alle professioni gravose previste dalla normativa, il periodo di svolgimento dell’attività determina due situazioni diverse.

Categoria

Attività richiesta

Contributi minimi

Età nel 2027 e nel 2028

Lavoratori gravosi

Almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività lavorativa

30 anni

66 anni e 7 mesi

Lavoratori gravosi

Almeno 6 anni negli ultimi 7 di attività lavorativa

30 anni

67 anni

Addetti a lavori particolarmente faticosi e pesanti

Almeno 7 anni negli ultimi 10, oppure almeno metà della vita lavorativa complessiva

30 anni

66 anni e 7 mesi

La differenza deriva dalle precedenti esenzioni: chi soddisfa la condizione dei sette anni negli ultimi dieci mantiene anche la tutela rispetto all’aumento di cinque mesi scattato nel 2019. Chi rientra attraverso i sei anni negli ultimi sette evita gli incrementi del 2027-2028, ma conserva il requisito di 67 anni.

Nella scuola sono interessati gli insegnanti dell’infanzia

L’elenco delle professioni gravose comprende insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido. Questa previsione non si estende automaticamente a tutti i docenti.

Tra le altre categorie figurano operai edili, conducenti di mezzi pesanti, personale infermieristico e ostetrico ospedaliero turnista, addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, facchini, personale non qualificato dei servizi di pulizia e operatori ecologici. Conta l’attività effettivamente svolta, riconducibile alla classificazione normativa.

Per il personale scolastico c’è anche una precisazione sul requisito dei 30 anni di contributi: deve essere interamente maturato, secondo le indicazioni INPS, senza applicare a questo requisito la particolare regola scolastica di maturazione entro la fine dell’anno.

Anticipata ordinaria: restano 42 anni e 10 mesi per gli uomini

La tutela riguarda anche l’anticipata ordinaria. Per i gravosi e gli addetti a lavori particolarmente faticosi e pesanti che soddisfano le condizioni, nel biennio 2027-2028 restano richiesti:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;

  • 41 anni e 10 mesi per le donne.

Qui l’esenzione riguarda il requisito contributivo. Per la generalità dei lavoratori, invece, si passa rispettivamente a 42 anni e 11 mesi e 41 anni e 11 mesi nel 2027, quindi a 43 anni e un mese e 42 anni e un mese nel 2028.

Turni notturni annui

Dipendenti: età minima e quota

Regole autonome: età minima e quota

Almeno 78

61 anni e 7 mesi — 97,6

62 anni e 7 mesi — 98,6

Da 72 a 77

62 anni e 7 mesi — 98,6

63 anni e 7 mesi — 99,6

Da 64 a 71

63 anni e 7 mesi — 99,6

64 anni e 7 mesi — 100,6

Il raggiungimento dei contributi va distinto dalla decorrenza del trattamento, per la quale restano da verificare le finestre applicabili.

Quota 97,6: i 35 anni di contributi non bastano da soli

Un percorso distinto è quello previsto dal decreto legislativo n. 67/2011 per le attività usuranti, la linea catena, determinati lavoratori notturni e conducenti del trasporto pubblico collettivo.

Per la fattispecie ordinaria dei dipendenti servono contemporaneamente almeno 61 anni e 7 mesi, almeno 35 anni di contributi e Quota 97,6. Per chi accede con le regole delle gestioni autonome: 62 anni e 7 mesi, 35 anni di contributi e Quota 98,6.

Età minima e contributi minimi non garantiscono, da soli, il raggiungimento della quota. La somma deve essere verificata utilizzando anche le frazioni di anno.

Per i notturni a turni, i requisiti cambiano:

In tutti i casi restano necessari almeno 35 anni di contributi e le ulteriori condizioni previste.

Per chi matura i requisiti nel 2027, il termine ordinario per chiedere il riconoscimento del lavoro usurante era il 1° maggio 2026: questo adempimento è distinto dalla domanda di pensione.

Precoci: i 41 anni restano per gravosi e usuranti

Per accedere al beneficio dei precoci occorrono, tra le altre condizioni, 12 mesi di contribuzione effettiva da lavoro prima dei 19 anni e anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

L’esenzione del biennio riguarda i precoci appartenenti alla categoria dei gravosi o usuranti, per i quali restano necessari 41 anni di contributi.

Per i precoci tutelati in quanto disoccupati, caregiver o invalidi almeno al 74%, il requisito sale invece a 41 anni e un mese nel 2027 e 41 anni e tre mesi nel 2028.

È necessaria la domanda di riconoscimento del beneficio, seguita, in caso di accoglimento, dalla domanda di pensione.


APE Sociale: attenzione alla pensione successiva

L’INPS precisa che l’incremento si applica anche ai lavoratori gravosi o usuranti che al momento del pensionamento godono dell’APE Sociale. La disposizione riguarda l’accesso alla pensione successiva: non stabilisce un aumento dell’età per ottenere l’indennità APE.

Per verificare la propria posizione servono quindi tre informazioni: quale pensione si richiede, quale attività è stata svolta e per quanto tempo. Sono questi elementi, insieme ai contributi maturati, a individuare il requisito applicabile.

di La Redazione


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