Bollette della luce, prezzo fisso o variabile? Quanto costa bloccare la tariffa: le offerte di ottobre a confronto
Con l'arrivo dei mesi freddi, le famiglie valutano le tariffe bloccate. Ma il prezzo al kWh non basta per capire quanto si spenderà.

Bloccare il prezzo dell'elettricità per uno o due anni, evitando le oscillazioni del mercato. È questa la possibilità offerta dalle tariffe a prezzo fisso, tornate al centro dell'attenzione in vista dei mesi più freddi dell'anno. Ma quanto conviene davvero scegliere una tariffa bloccata? E soprattutto, quali sono le offerte disponibili a ottobre 2026?
Le rilevazioni dei comparatori mostrano differenze anche significative tra le proposte commerciali. Il punto, però, non è soltanto trovare il prezzo più basso per kilowattora, ma capire quanto peseranno tutte le voci della bolletta. Una tariffa apparentemente conveniente può infatti prevedere costi fissi più elevati, mentre un'offerta con un prezzo dell'energia leggermente superiore può risultare meno costosa per determinati profili di consumo.
Bollette luce, quanto si spende davvero? Tre esempi a confronto
Per capire quanto possa incidere la scelta della tariffa, abbiamo simulato la spesa di tre nuclei familiari con consumi differenti. Il confronto mostra che, quando il prezzo indicizzato rimane inferiore a quello fisso, il risparmio aumenta al crescere dell'energia utilizzata. La situazione, però, può cambiare se il mercato registra nuovi rincari.
Profilo familiare | Consumo annuo | Tariffa fissa | Tariffa variabile |
Persona sola | 1.200 kWh | 288 € | 264 € |
Coppia | 2.000 kWh | 400 € | 360 € |
Famiglia di 4 persone | 3.000 kWh | 540 € | 480 € |
Prezzo fisso o variabile: cosa cambia davvero?
Con un'offerta a prezzo fisso, il corrispettivo della componente energia viene stabilito per un periodo determinato, generalmente di 12 o 24 mesi. Questo significa che, anche se il prezzo dell'elettricità all'ingrosso dovesse aumentare, la componente bloccata rimarrebbe quella prevista dal contratto.
Non significa, però, che la bolletta sarà sempre dello stesso importo.
La spesa finale continua a dipendere dai consumi, dalle quote fisse, dagli oneri applicabili e dalle imposte. Le offerte indicizzate, invece, seguono l'andamento del mercato attraverso un indice di riferimento e le condizioni economiche stabilite dal fornitore. Possono risultare vantaggiose quando i prezzi scendono, ma espongono maggiormente alle oscillazioni.
Ma cosa accadrebbe se il prezzo dell'elettricità aumentasse durante l'anno?
Abbiamo ipotizzato tre scenari, mantenendo invariati i consumi della famiglia. Nel primo caso il prezzo variabile resta stabile e permette di risparmiare 40 euro. Nel secondo, un aumento a metà anno annulla il vantaggio iniziale. Nel terzo, con un rincaro più consistente, è la tariffa fissa a risultare meno costosa.
Immaginiamo una famiglia che consuma 2.000 kWh all'anno, distribuiti uniformemente nei dodici mesi. Confrontiamo una tariffa fissa a 0,14 €/kWh con tre possibili andamenti del prezzo variabile.
Scenario nei 12 mesi | Spesa con prezzo fisso | Spesa con prezzo variabile | Differenza |
Variabile stabile a 0,12 €/kWh | 400 € | 360 € | Variabile: −40 € |
Variabile a 0,12 € per 6 mesi, poi a 0,16 € | 400 € | 400 € | Nessuna |
Variabile a 0,12 € per 6 mesi, poi a 0,20 € | 400 € | 440 € | Fisso: −40 € |
Elaborazione redazionale su scenari ipotetici, non previsioni dei prezzi. Importi comprensivi della quota fissa di commercializzazione di 120 euro annui; escluse le altre componenti della bolletta.
La simulazione dimostra che il prezzo fisso non è necessariamente il più conveniente al momento della sottoscrizione, ma può proteggere dagli aumenti successivi.
Quanto si può risparmiare? Il confronto tra fisso e indicizzato
Un secondo elemento arriva dall'analisi di Selectra, effettuata il 12 ottobre 2026 su 25 offerte dei propri partner.
Per una famiglia con contatore da 3 kW e consumi di 1.200 kWh annui, il confronto restituisce questi valori:
Tipologia | Spesa annua minima rilevata | Spesa annua media del campione |
Prezzo fisso | 469 € | 562 € |
Prezzo indicizzato | 494 € | 570 € |
Il confronto riguarda esclusivamente le offerte esaminate e non rappresenta una previsione certa della spesa futura. Nel campione analizzato, la proposta fissa meno costosa comporta una spesa stimata inferiore di 25 euro all'anno rispetto alla migliore indicizzata. Non è però una garanzia di risparmio per tutti. Il prezzo variabile potrebbe diminuire nei mesi successivi, modificando il risultato del confronto.
Attenzione alla quota fissa: quanto incide sulla bolletta?
C'è un costo che spesso passa inosservato quando si confrontano le tariffe: la quota di commercializzazione. Si tratta di un importo che il fornitore applica indipendentemente dalla quantità di energia consumata. Nella rilevazione Selectra, le quote fisse delle offerte esaminate variano da 3 a 13,30 euro mensili. Una differenza che, su dodici mesi, può incidere sensibilmente sulla spesa complessiva. Per questo, chi utilizza poca elettricità dovrebbe prestare particolare attenzione ai costi fissi. Chi ha consumi elevati, invece, può risentire maggiormente delle differenze nel prezzo al kWh. La tariffa più conveniente, dunque, non è necessariamente quella che pubblicizza il prezzo dell'energia più basso.
Come verificare se conviene cambiare fornitore
Prima di sottoscrivere una nuova offerta, è importante conoscere il proprio consumo annuo, riportato nella bolletta, e confrontare le condizioni economiche utilizzando gli stessi parametri. Occorre inoltre controllare la durata del prezzo bloccato, gli eventuali sconti temporanei, le modalità di pagamento richieste e le condizioni applicate al termine del periodo promozionale. Per un confronto indipendente è disponibile il Portale Offerte ARERA, che permette di esaminare le proposte commerciali sulla base delle caratteristiche della propria fornitura.
Bloccare il prezzo oggi conviene davvero?
La risposta dipende dalle esigenze della famiglia.
Chi desidera proteggersi da possibili aumenti della componente energia può trovare nel prezzo fisso una soluzione per rendere più prevedibile la spesa. Chi preferisce seguire l'andamento del mercato può invece valutare le tariffe indicizzate, accettandone le oscillazioni. Le offerte di ottobre mostrano che esistono proposte competitive in entrambe le categorie, ma nessuna tariffa può essere considerata la migliore senza conoscere i consumi effettivi e le condizioni contrattuali. Prima di cambiare fornitore, quindi, vale la pena dedicare qualche minuto alla lettura della bolletta e alla verifica dei costi complessivi. Perché risparmiare sull'elettricità non significa soltanto scegliere il prezzo più basso. Significa soprattutto sapere che cosa si sta pagando.
di La Redazione
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