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Pensione, hai versato contributi che abbassano l’assegno? Ecco quando puoi escluderli e aumentarlo (non vale per tutti)

Non tutti i contributi aumentano la pensione: in alcuni casi possono ridurre l’assegno. Ecco chi può escluderli dal calcolo e quando scatta la neutralizzazione...


Contrariamente a ciò che siamo soliti pensare alle volte alcuni contributi versati possono abbassare la nostra pensione invece che alzarla.

Ecco allora che l'ordinamento previdenziale consente la loro esclusione dal calcolo grazie ad uno strumento tecnico chiamato "neutralizzazione" o "sterilizzazione" dei contributi sfavorevoli.

Si tratta di un meccanismo valido per la pensione futura ma che può essere applicato anche ai fini di un ricalcolo in automatico della pensione in pagamento, ivi comprese quelle liquidate in anticipo, al momento del raggiungimento dell’età per la vecchiaia.


ECCO COME AUMENTARE LA PENSIONE ESCLUDENDO I CONTRIBUTI SFAVOREVOLI

Dunque non sempre versare più contributi equivale ad avere una pensione più alta.

La neutralizzazione contributiva, pertanto, consente di escludere dal calcolo della pensione determinati periodi contributivi quando questi ultimi risultano essere penalizzanti per il lavoratore.

In tal modo alcuni contributi possono essere neutralizzati e non considerati nel calcolo dell’importo dell’assegno pensionistico.

L’obiettivo principale è quello di impedire che determinate fasi della carriera lavorativa, magari caratterizzate da retribuzioni più basse o da situazioni lavorative sfavorevoli, possano abbassare la pensione finale.


QUALI SONO LE PENSIONI CHE CONSENTONO DI ESCLUDERE I CONTRIBUTI SFAVOREVOLI?

Occorre però precisare che tale meccanismo di neutralizzazione contributiva opera solo nei confronti delle pensioni calcolate con sistema retributivo o misto, cioè quelle nelle quali l’importo dell’assegno dipende dalla media delle retribuzioni degli ultimi anni.

I soggetti interessanti potrebbero essere:

  • i lavoratori dipendenti del settore privato con anzianità mista o retributiva;

  • i dipendenti pubblici ex INPDAP con pensione liquidata con sistema retributivo;

  • i lavoratori autonomi per la sola quota calcolata con il sistema retributivo, come chiarito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 173/2018.


QUALI SONO LE PENSIONI CHE NON CONSENTONO DI UTILIZZARE TALE SISTEMA DI NEUTRALIZZAZIONE?

Coloro che hanno una pensione interamente calcolata con il sistema contributivo puro non potranno utilizzare tale strumento perché in questo caso l’assegno dipende dal montante dei contributi versati e non da una media retributiva da proteggere.

Non possono neanche essere neutralizzati:

  • i contributi da riscatto della laurea, in quanto rappresentano una scelta volontaria del lavoratore;

  • i contributi collocati al di fuori dell’ultimo quinquennio antecedente la decorrenza della pensione.



di VALENTINA TROPEA







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