Occupazione dell’Istituto Casanova di Napoli, il CNDDU chiede il ritorno alle lezioni e propone un fondo da 300 milioni annui per sostenere gli studenti
Il CNDDU invita a superare sia la giustificazione dell’occupazione sia le sole misure disciplinari. Tra le proposte, un fondo nazionale pluriennale da almeno 300 milioni di euro annui...

Un fondo nazionale da almeno 300 milioni di euro all'anno per ridurre le spese sostenute dagli studenti delle scuole superiori. È la proposta avanzata dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) dopo l'occupazione dell'Istituto Alfonso Casanova di Napoli, dove un gruppo di studenti ha avviato una mobilitazione contro il crescente costo della vita, le politiche migratorie e la carenza di investimenti nei servizi pubblici.
Il Coordinamento riconosce la rilevanza delle preoccupazioni economiche espresse dagli studenti, ma invita a non considerare l'occupazione una risposta inevitabile. "L'aumento delle spese familiari, il costo dei trasporti, le difficoltà economiche che condizionano la frequenza e la disponibilità di risorse per la formazione non costituiscono questioni estranee alla scuola".
Allo stesso tempo, il CNDDU sottolinea che l'interruzione delle attività didattiche coinvolge anche gli studenti che non partecipano alla protesta. "L'occupazione comporta conseguenze sull'organizzazione didattica, sul lavoro del personale e sulla continuità dell'apprendimento di una popolazione scolastica assai più ampia del gruppo che promuove la contestazione".
Da qui la richiesta di affrontare concretamente le difficoltà economiche delle famiglie attraverso un investimento pubblico. "Il CNDDU ritiene necessario superare tanto la retorica dell'occupazione esemplare quanto la risposta esclusivamente disciplinare. Le rivendicazioni economiche richiedono un confronto sulle risorse effettivamente disponibili, sulle priorità di spesa e sui risultati attesi".
Il Coordinamento propone quindi "l'istituzione di un fondo nazionale pluriennale, con una prima dotazione di almeno 300 milioni di euro annui, destinato a ridurre i costi sostenuti dagli studenti delle scuole secondarie di secondo grado per trasporti, materiali didattici e attività laboratoriali".
Le risorse dovrebbero essere distribuite tenendo conto delle condizioni economiche delle famiglie, dei livelli di dispersione scolastica e delle caratteristiche dei territori. Il CNDDU chiede che il finanziamento venga valutato nell'ambito della prossima legge di bilancio, con coperture definite e senza sottrarre fondi alle attività didattiche ordinarie.
Il Coordinamento richiama infine la necessità di trovare forme di confronto che consentano agli studenti di esprimere le proprie rivendicazioni senza compromettere il diritto allo studio degli altri. "La mobilitazione del Casanova rende evidente una contraddizione che non può essere ignorata: gli studenti chiedono investimenti e continuità nei servizi, ma scelgono uno strumento che interrompe proprio il servizio educativo di cui rivendicano il rafforzamento". L'auspicio è che l'istituto possa tornare rapidamente alla normale attività didattica, accompagnando la ripresa delle lezioni con un confronto tra studenti e istituzioni. "Il valore di questa protesta non sarà determinato dalla sua durata, né dall'assenza di danni materiali, ma dalla capacità di ottenere impegni istituzionali misurabili".
di La Redazione
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