Novara: "Ci sono reazioni che non ti spieghi". I tasti dolenti dell’infanzia che continuano a influenzarti anche da adulto, riconoscerli cambia il modo in cui vivi le relazioni
- La Redazione

- 2 ore fa
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Situazioni quotidiane, reazioni sproporzionate e conflitti improvvisi: segnali di qualcosa che nasce molto prima e che pochi riescono davvero a riconoscere...

Da adulti abbiamo la possibilità di capire ciò che non ha funzionato da bambini, il rapporto con i nostri genitori, le relazioni con maestre e compagni, come abbiamo o non abbiamo vissuto una determinata situazione. Ma in che modo si fa sentire l’infanzia che non ha funzionato ?
Attraverso tutte quelle situazioni che generano dentro di noi un conflitto importante, che ci rendono poco lucidi anche se ormai abbiamo passato da anni quella fase. L’esperto di pedagogia, Daniele Novara, in un suo recente intervento ha trattato proprio questo argomento e ha affermato: “Ti accorgi improvvisamente che nelle situazioni, nelle relazioni, nelle complicazioni, anche nei conflitti, c'è qualcosa che dà fastidio solo a te, agli altri non fa nessun effetto. C'è qualcosa che ti ricorda, ti fa tornare indietro, ti richiama a che cosa? Ai tuoi tasti dolenti, è l'infanzia che si ripropone nelle sue difficoltà, nelle sue evenienze che non sono state esattamente quello che ci si aspetta”.
Per i meno coraggiosi “è carattere”, mentre, per chi non ha paura di guardarsi dentro è un’opportunità per diventare persone migliori. "I tasti dolenti sono strutture interiori, condensati emotivi e psicologici, strettamente collegati ai vissuti dell’infanzia. Appartengono agli strati più intimi della nostra memoria, originati da eventi della vita infantile: non traumi, ma esperienze dolorose per il bambino e la bambina che siamo stati". Ma come si manifestano da grandi?
Ad esempio, afferma Novara: “Reagire in modo intenso o esagerato a una piccola provocazione di tuo figlio, come se fosse qualcosa di molto più grave, sentirti ferito/a da una parola o un gesto del partner che ad altri sembrerebbe insignificante, giudicare un alunno o una situazione in classe con estrema durezza, mentre i colleghi e le colleghe vedono le cose in modo diverso, avere una discussione con il tuo partner che sembra scoppiare dal nulla, senza capirne l’origine”. Spesso queste dinamiche creano un forte senso di colpa per chi è generatore di conflitto, ma sapere che si tratta di una parte di noi che è stata influenzata dall’infanzia permette di togliere questo peso.
Infatti, dichiara l’esperto: “abbiamo bisogno di addomesticare questo tasto dolente, ricollocarlo e specialmente gestirlo, perché altrimenti ci rovina la vita e non è il massimo”. Il primo passo per andare incontro alla nuova versione di noi è imparare a riconoscere tutte quelle situazioni che generano malessere e collocarle in una zona ben precisa della nostra mente. Noi non siamo quella situazione, siamo molto altro.
Da questo possiamo imparare a rigenerare il nostro rapporto con figli, genitori e partner, e imparare che da qualsiasi situazione possiamo ricavarne un lato positivo, soprattutto se riguarda il nostro benessere e quello delle persone che ci stanno attorno. Infatti, conclude Novara: “Scoprire i propri tasti dolenti consente di far emergere le emozioni personali e sviluppa la capacità di capire e vivere in una dimensione nuova e rigenerata i rapporti relazionali”. Ogni relazione che viviamo, se sappiamo sfruttarla al meglio, ci permette di prenderci cura anche di noi stessi, di guarire dalle ferite della nostra infanzia e di diventare nel tempo la versione più autentica di noi.
Per te, lettore che ci segui, ti sarà capitato, almeno una volta nella vita, di sperimentare le situazioni appena descritte dall'esperto. Pensi di averle gestite al meglio o c'era altro che potevi fare?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
VIDEO
di NATALIA SESSA



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