top of page

Docente di sostegno nella stessa classe della figlia disabile, è conflitto di interessi? Il giudice annulla il trasferimento e parla di discriminazione

Una decisione presa dalla scuola per evitare problemi, ma la magistratura ribalta tutto: al centro il diritto della studentessa e il ruolo della madre


Docente di sostegno e figlio disabile nella stessa classe è “conflitto di interessi”? In un istituto scolastico di Collegno, in provincia di Torino, un’insegnante è stata trasferita in un’altra classe perché nella stessa era presente sua figlia, una studentessa con grave disabilità.

Questa decisione è stata presa dalla scuola per evitare l’insorgenza di un “conflitto di interessi”. Sul caso, però, si è espressa la magistratura che ha dato ragione alla madre su due punti: 

  1.  Il giudice ha stabilito che il trasferimento è illegittimo perché è “discriminatorio” verso la bambina;

  2. Inoltre, è stata bocciata la decisione della scuola di limitare a quattro le ore di istruzione domiciliare, ordinando di ripristinare il progetto di 11 ore con insegnante di sostegno. 

Ma cosa è accaduto? A spiegarlo è la donna protagonista della vicenda: “Mia figlia ha una disabilità complessa. La sua unica forma di comunicazione è il tatto, ed è soggetta a crisi che si possono risolvere solo con una preparazione specifica. In prima elementare si pensò che la mia presenza come insegnante di sostegno fosse una soluzione per garantire la sua partecipazione alle lezioni. Poi arrivò una nuova dirigente, che mi propose una scuola parentale”. A seguito delle resistenze della madre, la preside ha deciso che la soluzione migliore fosse il trasferimento di quest’ultima. 

L’avvocato che ha difeso l’insegnante durante tutto il caso ha affermato: “Non è una storia di giudici di buoni sentimenti che chiudono un occhio: è stata semplicemente applicata la normativa”.


In definitiva non esiste una norma che vieta che la madre insegnante e il figlio studente non possano stare insieme all’interno della stessa classe. Questo caso è, altresì, molto delicato in quanto si tratta di una studentessa con una grave disabilità. Il buon senso a tutela del minore è l’unica via per capire quale sia la scelta migliore per il benessere degli studenti, soprattutto in presenza di gravi patologie. In questo caso specifico, la presenza della madre poteva essere una risorsa vantaggiosa, come ha giustamente riconosciuto il giudice. 

di LA REDAZIONE





Commenti


EDUCAZIONE
E CULTURA

NUOVI BANNER - 2 (2000 × 2160 px) (2).jpg
ID CERT (3).jpg
SUCCESSO 1
Senza titolo (250 x 834 px) (2).jpg
SUCCESSO 1
BANNER - NUOVA HOME PAGE

GPS 2026

AUMENTA IL PUNTEGGIO IN GRADUATORIA DOCENTI
BANNER - NUOVA HOME PAGE
MASTER 60 cfu (1).jpg

INVIACI IL TUO COMUNICATO

info@ascuolaoggi.it

ascuolaogginews@gmail.com

A scuola oggi è un portale che tratta notizie su quanto accade nel mondo scuola. Notizie per docenti di ruolo, docenti di sostegno, docenti precari, personale ATA, educatori, genitori e alunni. Inoltre le sezioni dedicate ai membri offrono servizi aggiuntivi: corsi gratuiti e supporto a quanti richiedono informazioni.

bottom of page