Arretrati Stipendi Docenti e ATA: pagamenti in arrivo anche per chi è titolare di un contratto al 30 giugno? Prevista un'emissione speciale? Ecco tutti i preziosi chiarimenti in merito
- La Redazione

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Arretrati Stipendi Docenti e ATA: il personale precario con contratto al 30 giugno ha diritto...

L’ipotesi di rinnovo del Contratto Collettivo nazionale (CCNL) per il comparto “Istruzione e Ricerca” relativo al triennio 2025-2027 è stata sottoscritta presso l'ARAN in data 1° Aprile.
Il rinnovo riguarda una platea di circa 1,3 milioni di addetti tra personale della scuola, dell’università, degli enti di ricerca e dell’AFAM.
È opportuno precisare che l'accordo riguarda principalmente gli aspetti retributivi.
In particolar modo previsto:
Incremento degli stipendi tabellari.
Aumento delle indennità fisse e continuative.
Per il comparto scuola, gli aumenti sono articolati in base al profilo professionale e all’anzianità di servizio.
Complessivamente, la retribuzione del personale scolastico farà registrare un aumento medio per il personale docente di 143 euro e di 107 euro per il personale Ata.
Oltre agli aumenti a regime, l’accordo prevede il riconoscimento degli arretrati per il periodo gennaio 2025 – giugno 2026.
Importo medio stimato: circa 800 euro a dipendente.
Erogazione: il pagamento è previsto indicativamente per giugno 2026, una volta conclusi i controlli di rito e sottoscritto definitivamente il contratto.
ANCHE CHI È TITOLARE DI UN CONTRATTO AL 30 GIUGNO HA DIRITTO AGLI ARRETRATI?
È importante precisare che il provvedimento riguarda anche il personale precario con incarichi a termine così da garantire la piena tutela dei diritti economici maturati durante il servizio.
PAGAMENTO DEGLI ARRETRATI A BREVE?
Il personale precario con contratto al 30 giugno ha diritto agli arretrati per l’anno o gli anni di riferimento.
La normativa dispone espressamente che, qualora la sottoscrizione definitiva dell'accordo avviene in una data successiva alla conclusione del rapporto di lavoro, il dipendente non perde comunque il beneficio economico: le somme dovute verranno calcolate sulla base del servizio effettivamente prestato.
Previste procedure specifiche per garantire il versamento delle somme ai supplenti non più in servizio.
Tali importi, però, non vengono inseriti nella busta paga ordinaria ma prevista:
Emissione speciale: il pagamento, rispetto al cedolino mensile standard, avviene tramite una transazione separata;
Riconoscimento retroattivo: tale meccanismo evita che i ritardi burocratici penalizzino i lavoratori.
di VALENTINA TROPEA



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