Modello 730/2026, fino a 1.000 euro per spese scolastiche. Cosa conservare per ottenere la detrazione al 19% e il rimborso fino a 190 euro
- La Redazione

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Molti genitori rischiano di perdere il rimborso senza saperlo: tra pagamenti tracciabili e spese ammesse, ecco dove si nasconde l’errore più comune...

È importante precisare che il 730 è il modello per la dichiarazione dei redditi dedicato ai contribuenti in possesso di determinati redditi. Presenta diversi vantaggi. Principalmente, il contribuente non deve eseguire calcoli e ottiene il rimborso dell’imposta direttamente nella busta paga o nella rata di pensione, generalmente a partire dal mese di luglio (per i pensionati a partire dal mese di agosto o di settembre); se, invece, deve versare delle somme, in presenza di sostituto d’imposta queste vengono trattenute dalla retribuzione o dalla pensione direttamente nella busta paga.
Il modello 730/2026 precompilato deve essere presentato entro il 30 settembre 2026 direttamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate oppure al proprio sostituto d’imposta (se quest’ultimo ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale), a un Caf o a un professionista abilitato (consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere o perito commerciale, società tra professionisti).
È possibile accedere al 730 precompilato utilizzando:
un’identità SPID – Sistema pubblico d’identità digitale;
CIE - Carta di identità elettronica;
una Carta Nazionale dei Servizi.
Alcune novità contenute nel modello 730/2026 riguardano proprio la Detrazione delle spese sostenute per la frequenza scolastica: dall’anno 2025, è innalzato a 1.000 euro (prima 800 euro) il limite massimo detraibile dall’imposta lorda, per alunno o studente, in relazione alle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione.
Tale incremento, in vigore per l’anno d’imposta 2025, seppur non determini alcun mutamento in termini di sconto fiscale che resta fisso al 19%, produce però un effetto concreto sul portafoglio: la detrazione potenziale passa da 152 a 190 euro annui per ogni ragazzo iscritto a scuola, dall’asilo nido fino alla maturità.
Ma come agire correttamente per non perdere tale preziosa agevolazione?
Cosa si può inserire nel 730?
La retta della scuola paritaria privata o comunale;
Il servizio mensa;
Le gite didattiche e l’assicurazione obbligatoria;
I corsi extracurriculari deliberati dagli organi di istituto, come teatro o lingua straniera.;
Il trasporto scolastico dedicato;
L’assistenza pre e post lezione.
Cosa non può essere inserito (voci escluse dal beneficio):
Libri di testo;
quaderni;
astucci;
zaini;
cancelleria varia.
ATTENZIONE ALLA TRACCIABILITÁ
Per non perdere il bonus, però, occorre fare molto attenzione alla tracciabilità dei pagamenti.
Per ottenere la detrazione è fondamentale conservare una delle seguenti prove di pagamento:
Ricevuta di carta di credito o bancomat.
Estratto conto bancario che evidenzi il movimento.
Bollettino postale o MAV.
Quietanza di pagamento tramite piattaforma PagoPA.
Nel caso in cui si utilizzi il bonifico bancario o il bollettino, la causale non potrà essere generica.
Nella descrizione del pagamento devono comparire tre elementi essenziali:
il tipo di servizio pagato (es. “mensa scolastica”),
il nome dell’istituto
e il nome e cognome dell’alunno.
In alternativa si potrà chiedere alla scuola o all’ente gestore il rilascio di un’attestazione cumulativa che certifichi l’ammontare della spesa annuale e i dati dello studente.
di VALENTINA TROPEA



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