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Maturità 2026, l'esame non diventi una prova di resistenza fisica ed emotiva: l'appello per studenti e commissioni

In vista della Maturità 2026, emerge preoccupazione per lo stress dei maturandi e per le elevate temperature previste durante la Maturità (esami di Stato)...

"Il CNDDU esprime profonda attenzione e viva preoccupazione per i dati emersi dall'indagine condotta da Skuola.net in collaborazione con l'Associazione Nazionale Di.Te., che fotografa una generazione di maturandi sempre più esposta a livelli critici di stress psicologico alla vigilia dell'Esame di Stato.


Quando oltre uno studente su due dichiara di sentirsi impreparato, quando il sonno viene compromesso, l'alimentazione alterata, il ricorso a caffeina, sostanze eccitanti e smartphone diventa un tentativo di compensare il senso di inadeguatezza e quando il principale giudice diventa la propria coscienza, siamo di fronte a un fenomeno che non può essere ridotto a una fisiologica tensione pre-esame. Si tratta piuttosto del segnale di una crescente fragilità relazionale ed emotiva che interpella direttamente il sistema educativo.


La scuola non può limitarsi a certificare competenze: deve continuare a rappresentare il luogo in cui ciascun giovane si senta riconosciuto nella propria dignità, sostenuto nei momenti di vulnerabilità e accompagnato nella costruzione di una fiducia autentica nelle proprie capacità. L'Esame di Stato, pur conservando il suo valore formativo e culturale, non dovrebbe mai trasformarsi in un banco di prova della capacità di sopportare il disagio psicofisico.

In questo contesto, il Coordinamento desidera rivolgere un sincero elogio a tutti gli studenti che, nonostante ansie, paure e incertezze, affrontano con responsabilità e coraggio il percorso della maturità.


In particolare, va riconosciuto il valore di quei giovani che scelgono di non nascondere le proprie fragilità, ma di affrontarle con maturità, consapevolezza e senso del dovere: un esempio di resilienza autentica che merita il rispetto dell'intera comunità educante. Il vero successo non consiste nell'assenza della paura, ma nella capacità di proseguire il proprio cammino senza lasciarsi paralizzare da essa.

A questa dimensione psicologica si aggiunge un elemento di forte criticità che rischia di aggravare ulteriormente il benessere di studenti e personale scolastico. Il progressivo aumento delle temperature, favorito dalle condizioni climatiche di queste settimane, impone una riflessione immediata sulle condizioni ambientali in cui si svolgeranno gli esami.


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha ricevuto numerose segnalazioni provenienti da istituzioni scolastiche distribuite sul territorio nazionale che denunciano l'assenza di sistemi di climatizzazione adeguati o comunque di strumenti efficaci per mitigare il caldo intenso previsto nei prossimi giorni. In molte sedi d'esame, aule sovraffollate e temperature elevate rischiano di compromettere non soltanto il comfort, ma anche la concentrazione, la lucidità cognitiva e le condizioni di salute di candidati, commissari e personale scolastico.


Per tali ragioni il Coordinamento rivolge un appello al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché venga diramata con urgenza una comunicazione indirizzata ai dirigenti scolastici invitandoli a predisporre, durante lo svolgimento delle prove scritte e dei colloqui, un'adeguata distribuzione di acqua potabile e snack leggeri, ricchi di sali minerali e nutrienti, destinati sia agli studenti sia ai componenti delle commissioni d'esame. Un gesto di attenzione concreta che contribuirebbe a prevenire situazioni di malessere e a garantire condizioni più dignitose nello svolgimento di una delle prove più importanti della vita scolastica.


Analoga attenzione dovrebbe essere riservata ai commissari d'esame, il cui impegno quotidiano si prolunga spesso fino al primo pomeriggio inoltrato. Sarebbe pertanto opportuno prevedere l'erogazione di buoni pasto o analoghe forme di ristoro, riconoscendo concretamente il servizio svolto e consentendo al personale di affrontare con maggiore serenità giornate lavorative particolarmente intense.

Infine, il Coordinamento ritiene non più rinviabile una riflessione sulla disciplina dei compensi riconosciuti ai commissari interni ed esterni. Pur svolgendo identiche funzioni, assumendo le medesime responsabilità valutative e concorrendo in egual misura alla regolarità dell'Esame di Stato, permane una significativa disparità economica a favore dei commissari esterni. Una differenza che appare sempre meno coerente con il principio costituzionale di equità e con il riconoscimento del valore professionale di tutti i docenti coinvolti.


L'Esame di Stato rappresenta uno dei momenti più alti della scuola italiana. Proprio per questo deve essere organizzato nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone che lo vivono: il diritto alla salute, al benessere, alla dignità del lavoro e alla serenità educativa. Una comunità scolastica che si prende cura delle persone costruisce non solo migliori risultati, ma anche cittadini più consapevoli, responsabili e solidali.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che tali istanze possano trovare tempestivo ascolto, affinché l'Esame di Stato sia realmente un momento di crescita culturale e civile e non una prova aggravata da condizioni ambientali e organizzative che potrebbero e dovrebbero essere prevenute".

di La Redazione




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