Mario Calabresi: "Non ci sono scorciatoie e se ci sono sono un inganno”. Il testo "Alzarsi all’alba" nelle tracce della maturità 2026
- La Redazione

- 4 ore fa
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"Infatti, secondo Calabresi viviamo nel tempo della comodità, ogni cosa è studiata per sembrarci facile, viviamo illusi del fatto che il minimo sforzo possa farci raggiungere grandi risultati..."

Mario Calabresi è un giornalista e scrittore italiano, direttore di “La Stampa” e “La Repubblica", che nel suo testo “Alzarsi all’alba”, traccia della Tipologia C della maturità 2026, pone l’attenzione sul valore della fatica, dell’impegno e della costanza come strumenti di crescita personale e collettiva.
Infatti, secondo Calabresi viviamo nel tempo della comodità, ogni cosa è studiata per sembrarci facile, viviamo illusi del fatto che il minimo sforzo possa farci raggiungere grandi risultati. Ma la fatica, per lo scrittore, non è un peso da cui liberarci ma è “figlia del senso del dovere, della responsabilità, dell’amore per la propria professione”. “È un giovane allenatore che insegna ai bambini la bellezza di essere tenaci, un marito che da venticinque anni si prende cura della moglie malata, un papà che corre le ultramaratone perché solo così ritrova la figlia che ha perduto, una donna che a 89 anni ogni mattina porta i fiori al marito e pulisce i bagni del cimitero perché tutti li trovino accoglienti e poi corre a infornare le focacce nel suo ristorante”.
Cambiando prospettiva, da questi esempi certamente non percepiamo solo la “fatica” ma soprattutto l’amore, la cura e la dedizione. Per Calabresi “c’è una parola che il Novecento ha cercato di cancellare. Non la povertà, non la guerra” ma la fatica, che nel suo libro invece: “non ha nulla a che fare con l’oppressione. È costanza, pazienza, tenacia”.
Nel brano della maturità 2026 emerge inoltre un importante dialogo tra l’autore e la sua nonna. La donna durante un racconto afferma: “non ci sono scorciatoie e se ci sono sono un inganno”.
Forse è proprio da qui che può partire la riflessione degli studenti: quante volte abbiamo scelto la via della facilità? Quante esperienze, racconti, volti e profumi abbiamo perso scegliendo una strada semplice? Nel testo di Calabresi la fatica non viene presentata come una condanna, ma come una dimensione capace di dare significato alle scelte, alle relazioni e ai traguardi raggiunti nel corso della vita.
di Natalia Sessa




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