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Istituti tecnici, la riforma? Procede ma Anief sollecita un incontro per garantire posti e stabilità dei quadri orari

Anief sollecita un confronto urgente sul riordino degli istituti tecnici: attenzione agli effetti su organici, continuità didattica e organizzazione dei quadri...

"Al Ministero dell’Istruzione e del Merito la riforma degli istituti tecnici va avanti senza sospensioni: l’obiettivo è perseguire l’obiettivo di revisione e miglioramento del sistema, senza perdere fondi PNRR.

Qualche novità in arrivo, rispetto al progetto di riforma iniziale, però dovrebbe esservi: dopo il confronto con i sindacati rappresentativi, tra cui l’Anief, l’amministrazione ha infatti aperto a delle rinnovate linee guida per dare riferimenti operativi per la costruzione della progettazione di istituto.


Le novità verrebbero introdotte, sempre comunque rispettando quanto concordato in sede di confronto (il 12 febbraio e il 16 marzo 2026) con le stesse organizzazioni sindacali sulla salvaguardia dei posti di titolarità e la tutela piena dei quadri orari nel primo biennio tradotta nell'ultimo decreto legge sul Pnrr (legge 20 aprile 2026, n. 50). “A questo proposito – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – come sindacato abbiamo sollecitato un incontro urgente: ci facciamo infatti portatori di esigenze che arrivano dagli stessi istituti tecnici, in particolare occorre fornire delle risposte concrete alle scuole coinvolte che chiedono garanzie rispetto all’impatto che avranno le rinnovate linee guida e i nuovi quadri orari, sia sul versante didattico-formativo, sia su quello degli organici, con probabili ripercussioni sul personale in servizio e quindi evitando riduzioni dell’offerta formativa e accorpamenti disciplinari che rischiano di generare lavoratori soprannumeri e nuova precarietà”.


Lo stesso parere del CSPI – continua Pacifico – ha confermato le criticità già evidenziate da ANIEF: senza tempi adeguati, risorse e garanzie sugli organici, la riforma rischia di produrre effetti negativi sulla continuità didattica e sulla qualità dell’offerta formativa. È necessario aprire una fase di confronto più approfondita e prevedere un’attuazione graduale della riforma, evitando interventi affrettati che potrebbero determinare esuberi e disorganizzazione nelle scuole.


La riforma degli istituti tecnici deve rappresentare un’opportunità di rafforzamento del sistema e non un’operazione a costo zero con ricadute sul personale”, conclude Pacifico.

Il sindacato ANIEF continuerà a seguire il confronto con attenzione, riservandosi ulteriori iniziative qualora gli impegni assunti non trovino concreta attuazione".


IL TESTO DELLA RISPOSTA DEL MINISTRO VALDITARA

Leggi il testo della risposta del ministro Valditara all'interrogazione della on. Ghirra, presentata il 10 giugno 2026, in 7a Commissione della Camera dei Deputati

ALLEGATO 4

5-05462 Ghirra: Iniziative per la revisione del decreto del Ministro dell'Istruzione e del merito, 19 febbraio 2026, n. 19, in materia di quadri orario degli istituti tecnici.

TESTO DELLA RISPOSTA

"Signor Presidente, Gentili Onorevoli,

il decreto n. 29 del 2026 dà attuazione al percorso di innovazione dell'istruzione tecnica previsto dal decreto-legge n. 144 del 2022, coniugando tale esigenza con la salvaguardia e la valorizzazione dell'identità di tale segmento formativo strategico.

Ricordo che la riforma degli istituti tecnici è stata introdotta dal ministro Bianchi nell'ambito del PNRR che non ha previsto alcun investimento di risorse, necessario per evitare effetti pregiudizievoli per gli organici. Tuttavia, grazie agli interventi attuati da questo Governo, tale riforma non comporterà la perdita della titolarità della cattedra per alcun docente.


Al fine di assicurare una transizione graduale e sostenibile verso i nuovi assetti organizzativi e didattici, il decreto sulle classi di concorso, destinato a sostituire progressivamente l'Allegato D al decreto n. 259 del 2017, è stato predisposto con particolare attenzione agli impatti sulle discipline coinvolte e sulle relative classi di concorso maggiormente interessate dal processo di riforma.

E così per l'area di istruzione generale nazionale è stata integralmente confermata l'attribuzione delle discipline fondamentali alle medesime classi di concorso previste dal vigente ordinamento, garantendo in tal modo continuità didattica e tutela della professionalità del personale docente.


Inoltre, nell'ambito del confronto avviato con le organizzazioni sindacali nelle riunioni del 12 febbraio e del 26 marzo, e tenuto conto delle osservazioni formulate dal Consiglio superiore della pubblica istruzione, il Ministero ha approfondito le principali questioni connesse all'attuazione del nuovo assetto ordinamentale. In esito a tale percorso di confronto, con nota del 19 marzo 2026, sono state fornite alle istituzioni scolastiche specifiche indicazioni operative finalizzate a un utilizzo equilibrato della quota di autonomia nel primo biennio, al fine di salvaguardare la titolarità degli insegnamenti e prevenire situazioni di soprannumerarietà e di esubero.


Tale impostazione è stata successivamente rafforzata sul piano normativo: con un emendamento approvato in sede di conversione all'ultimo «decreto-legge PNRR» è stato previsto che la quota del curricolo nella disponibilità delle istituzioni scolastiche sia utilizzata, nel primo biennio, per assicurare un'equilibrata distribuzione delle discipline nel rispetto degli obiettivi del Profilo educativo, culturale e professionale dello studente, prevenendo fenomeni di soprannumerarietà nell'organico dell'autonomia e l'insorgenza di esuberi.

Nel precisare che non si rende possibile, come richiesto dall'interrogante, alcun intervento volto a sospendere la riforma – a meno di non voler pregiudicare l'attuazione del PNRR e la corresponsione dell'ultima rata del Piano, in nome degli obblighi internazionali assunti dal precedente Governo e responsabilmente presi in carico dal presente esecutivo – posso assicurare che le esigenze del corpo docente saranno ulteriormente sostenute dal ministero con specifici interventi e con l'adozione di specifiche Linee guida, che costituiranno il riferimento operativo per la progettazione dei curricoli di istituto e per la declinazione dei nuovi ordinamenti in coerenza con le caratteristiche e i fabbisogni dei diversi contesti territoriali".

di La Redazione




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