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Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del I° ciclo di istruzione, in Gazzetta Ufficiale il nuovo regolamento. Ecco tutte le novità

"I collegi dei docenti saranno chiamati a rielaborare il curricolo di istituto in modo progressivo, garantendo ... "


"È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio il Regolamento approvato il 9 dicembre 2025 con cui il Ministero dell’Istruzione ha adottato le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.


Le nuove disposizioni, afferma la Flc Cgil, che sostituiscono quelle introdotte con il DM 16 novembre 2012, n. 254, entreranno progressivamente in vigore dall’anno scolastico 2026/27, a partire dalla scuola dell’infanzia e dalle classi prime di primaria e secondaria di primo grado.

I collegi dei docenti saranno chiamati a rielaborare il curricolo di istituto in modo progressivo, garantendo coerenza tra le nuove prescrizioni e i percorsi già avviati. procedendo gradualmente alla rielaborazione del curricolo d’istituto.


Viene confermato, prosegue la Flc Gil, l’anticipo all’a.s. 2027/2028 per le classi terze della scuola primaria, limitatamente alla disciplina Storia.

Si tratta di una deroga che esplicita inequivocabilmente la finalità principale delle nuove indicazioni: orientare la scuola pubblica verso la costruzione di una cultura fortemente identitaria, caratterizzata dall’idea di supremazia dell’Occidente.

I Collegi dei Docenti dovranno ora procedere alla predisposizione dei curricoli di istituto, tenendo conto della nuove Indicazioni.


Non è stata modificata la cornice normativa che attribuisce alle scuole la prerogativa di elaborazione del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF), che è “documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche”; all’interno del PTOF i curricoli sono espressione della libertà d’insegnamento e dell’autonomia scolastica.

Ogni singola scuola è chiamata quindi a riscoprire il senso della propria autonomia e a creare un contesto pedagogico e culturale capace di interpretare le Indicazioni Nazionali, distinguendo ciò che è prescrittivo da ciò che non lo è, superando l’idea di un’obbligatorietà “tout court”.



Sono prescrittive le finalità generali dell’istruzione, le competenze e i relativi obiettivi.

Non lo sono la visione sovranista, identitaria, nostalgica, i molteplici suggerimenti contenutistici, men che meno le indicazioni metodologiche, le attività, le strategie educative e didattiche.

L’auspicio è che nelle scuole, facendo leva sulle prerogative costituzionali, sulla normativa sull’autonomia scolastica, sulla libertà di insegnamento, si trovino nuovi stimoli per ridare slancio alla ricerca educativa e alla progettazione didattica e respingere l’impianto ideologico e regressivo che attraversa l’intero testo delle “nuove” Indicazioni Nazionali", conclude la Flc Cgil.


di LA REDAZIONE




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