Inclusione scolastica, per la Cassazione il sostegno agli studenti con disabilità non può dipendere dalla burocrazia
- La Redazione

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Il CNDDU accoglie con favore l’orientamento della Suprema Corte che riafferma la centralità del diritto allo studio e dell’effettività delle misure di sostegno, chiedendo una programmazione stabile e...

Il diritto all’inclusione scolastica degli studenti con disabilità deve essere garantito fin dall’inizio dell’anno scolastico, senza ritardi dovuti a procedure amministrative o carenze organizzative.
"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime particolare apprezzamento per il recente orientamento espresso dalla Corte Suprema di Cassazione, il quale assume rilevanza non soltanto sotto il profilo giuridico-processuale, ma soprattutto sotto il profilo costituzionale, sociale e pedagogico, poiché interviene a presidio di uno dei principi fondanti dello Stato democratico di diritto: l'effettività della tutela dei diritti inviolabili della persona.
Il diritto dello studente con disabilità non può essere subordinato a ritardi procedurali, ad adempimenti amministrativi non ancora perfezionati o ad esigenze organizzative dell'amministrazione scolastica.
La Suprema Corte ha sostanzialmente escluso la legittimità di qualsiasi soluzione amministrativa che determini, anche limitatamente alla fase iniziale dell'anno scolastico, una riduzione, una sospensione o una mancata attivazione delle misure di sostegno individuate come necessarie. Il principio affermato assume particolare rilievo poiché supera una concezione meramente formalistica della tutela giuridica dei diritti, riaffermando la prevalenza del principio di effettività della tutela rispetto alla mera scansione procedimentale degli atti amministrativi.
In altri termini, il diritto fondamentale della persona non può essere subordinato ai tempi della burocrazia.
Tale orientamento appare pienamente coerente con il dettato costituzionale e con i principi sanciti dagli articoli 2, 3, 34 e 38 della Costituzione italiana, che impongono alla Repubblica non soltanto il riconoscimento formale dei diritti della persona, ma anche l'obbligo sostanziale di rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale e organizzativo che limitano la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impedendo il pieno sviluppo della persona umana.
Parimenti significativo appare il richiamo ai principi contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che riconosce l'istruzione inclusiva quale diritto fondamentale da garantire senza discriminazioni e mediante l'adozione di accomodamenti ragionevoli e strumenti adeguati.
Sotto tale profilo, la mancata assegnazione delle ore di sostegno necessarie non può essere considerata esclusivamente una criticità organizzativa o un mero disservizio amministrativo. Essa rischia di configurare una lesione del principio di uguaglianza sostanziale e, in determinate circostanze, una forma di discriminazione indiretta.
Le forme più profonde di esclusione non sempre si manifestano attraverso atti esplicitamente lesivi; spesso assumono forme meno visibili ma altrettanto incisive: ritardi nell'attivazione dei servizi, insufficienza delle risorse professionali, differimenti temporali, vuoti procedurali o carenze nella programmazione. In tali situazioni il rischio è quello di produrre una compressione silenziosa di diritti che l'ordinamento riconosce invece come fondamentali e incomprimibili.
L'avvio dell'anno scolastico rappresenta una fase essenziale nel percorso di crescita educativa e relazionale di ogni studente. È in quel momento che si costruiscono relazioni, si definiscono appartenenze, si strutturano processi di apprendimento e si consolidano condizioni di sicurezza personale e partecipazione attiva alla vita scolastica.
Privare uno studente con disabilità, anche solo temporaneamente, del supporto necessario significa incidere direttamente sulla possibilità di esercitare pienamente il diritto allo studio nella sua dimensione sostanziale.
Alla luce di tali considerazioni emerge inevitabilmente un interrogativo che coinvolge l'intera comunità istituzionale: può definirsi realmente garantito un diritto che, nell'esperienza concreta di molte famiglie, necessita frequentemente dell'intervento dell'autorità giudiziaria per essere reso effettivo?
In tale prospettiva il CNDDU rivolge al Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara un invito a considerare questa pronuncia come un'opportunità per avviare un percorso di rafforzamento delle politiche di inclusione scolastica attraverso una programmazione stabile, capace di garantire l'effettiva assegnazione delle misure di sostegno sin dall'inizio dell'anno scolastico, la continuità educativa e didattica, un adeguato investimento nella formazione del personale e un monitoraggio costante delle criticità territoriali.
Una democrazia costituzionale non si misura dalla mera proclamazione dei diritti, ma dalla concreta capacità delle istituzioni di renderli pienamente esigibili. Una scuola autenticamente inclusiva non è quella che interviene per correggere ex post una diseguaglianza già prodotta; è quella che, attraverso responsabilità pubblica, programmazione e visione culturale, impedisce che quella diseguaglianza possa generarsi".
di La Redazione




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