Giornata della Gioventù: "Servono più investimenti e pari opportunità educative per i giovani" (CNDDU)
- La Redazione

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Il CNDDU propone i Livelli Essenziali delle Opportunità Educative, chiede finanziamenti basati sui fabbisogni dei territori e richiama l'attenzione sul...

Il comunicato stampa diffuso dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) in riferimento alla Giornata Internazionale della Gioventù del 12 agosto 2026 ha l'obiettivo di spostare l'asse del dibattito scolastico italiano dalle semplici competenze individuali da richiedere alle nuove generazioni alle condizioni strutturali, economiche e istituzionali che ne consentono l'effettiva acquisizione.
In occasione della Giornata Internazionale della Gioventù del 12 agosto 2026, dedicata al tema “Different Contexts, Common Aspirations”, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha ritenuto necessario concentrare l’attenzione non soltanto sulle competenze richieste alle nuove generazioni, ma sulle condizioni che consentono di trasformarle in effettive possibilità di autonomia.
La questione appare particolarmente rilevante per l’Italia. Secondo i dati OCSE, gli investimenti nell’istruzione rappresentano il 3,9% del PIL, rispetto a una media OCSE del 4,7%. Nello stesso tempo, Eurostat rileva che nel 2025 il tasso di occupazione dei giovani italiani tra i 20 e i 34 anni che hanno recentemente concluso un percorso di istruzione secondaria superiore o terziaria si attesta al 71,8%, contro l’83% dell’Unione europea.
Anche la transizione digitale presenta elementi di forte discontinuità. Istat rileva che nel 2025 soltanto il 54,3% della popolazione tra i 16 e i 74 anni dispone di competenze digitali almeno di base e che l’Italia rimane distante dall’obiettivo europeo dell’80% previsto per il 2030. L’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale riguarda inoltre il 19,9% della popolazione, contro una media UE del 32,7%.
In tale quadro, continuare a chiedere alla scuola di aggiungere competenze senza intervenire sulle condizioni nelle quali esse vengono acquisite rischia di essere insufficiente. La questione non è più soltanto quali competenze debba possedere lo studente, ma quali opportunità il sistema pubblico sia concretamente in grado di assicurargli.
Il decreto legislativo n. 63 del 2017 rappresenta un riferimento importante perché disciplina l’effettività del diritto allo studio. Il CNDDU ritiene pertanto opportuno avviare una riflessione sulla definizione di Livelli Essenziali delle Opportunità Educative, come evoluzione del sistema vigente. Si tratterebbe di garantire a ogni studente un nucleo di opportunità quali accesso agli strumenti digitali, alfabetizzazione critica all’intelligenza artificiale, laboratori, orientamento qualificato ed esperienze scientifiche e culturali.
Le risorse destinate alle istituzioni scolastiche dovrebbero incorporare in misura maggiore indicatori di fabbisogno territoriale, dispersione, disagio socioeconomico, accessibilità dei servizi, dotazione infrastrutturale e divario digitale. Una simile impostazione sarebbe coerente con il diritto allo studio e potrebbe rafforzare l’autonomia scolastica. Per il CNDDU occorre inoltre superare la frammentazione determinata dall’accumulo di progetti e adempimenti, destinando una quota maggiore delle risorse a finanziamenti strutturali e pluriennali.
di Leandro Castagna
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