Gesù guarisce: “Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri, da quell’istante sua figlia fu guarita”. Quando la Fede è strada per la Guarigione
- La Redazione

- 1 giorno fa
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Il segno della “guarigione” della figlia della donna cananea, testimonia che la salvezza di Dio è per tutti...

Di Don Vincenzo Carnevale
Dio non fa discriminazione né preferenze di persone e ricolma dei doni del Suo Spirito ciascuno di noi e chiama tutti a salvezza nel Cristo, Suo Figlio, Redentore e Salvatore di tutti. Noi, invece, continuiamo a discriminare, animati da acidi pregiudizi, false concezioni ed egoistiche convinzioni, sia nell’ambito della società sia, anche, in quello della Chiesa.
Il segno della “guarigione-liberazione” della figlia della donna cananea, Gesù l’ha potuto compiere perché questa madre pagana ha gridato la sua fede audace e la sua solida speranza, il bisogno di aiuto di Colui che ella, prostrandosi ai suoi piedi, riconosce e professa essere il Messia, “il Figlio di Davide”, mandato e venuto a salvare tutti, nessuno escluso. La donna si lascia educare ed aprire al Suo amore salvifico, dal Suo silenzio iniziale, che la predispone all’ascolto e, perciò, non vuol dire indifferenza, ma amorevole sollecitazione al dialogo che segue e che si compie con l’atto di adorazione e di fede grande di questa donna che si sente dichiarare da Gesù, che ha professato Messia, figlio di Dio e Figlio di Davide: “Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri”. “E da quell’istante sua figlia fu guarita”. Il segno della “guarigione” della figlia della donna cananea, testimonia che la salvezza di Dio, che è Dio di tutti, è già “oltre” le frontiere di Israele!
Israele, tornato libero dalla schiavitù e dall’esilio, non deve dimenticare di essere stato anch’esso straniero e pellegrino triste e piangente, “lungo i fiumi di Babilonia” in terra nemica! Israele, perciò, deve aprirsi alla prospettiva universalistica di Dio, che vuole offrire la Sua Salvezza a tutti, anche alle persone, precedentemente, da essi escluse, come gli stranieri, i forestieri, i pagani, la gente, cioè, fuori dai suoi confini storici.
Questi possono ricercare il Dio vero e far parte del Suo popolo! “I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili per Israele”, ma la Sua salvezza non può essere monopolio di alcuno, ma è per tutti coloro che aderiscono al Signore, Dio di tutti, e “osservano il diritto e praticano la giustizia” (Prima Lettura).
Gesù, attraverso molteplici episodi e incontri con le genti che sono al di fuori del giudaismo, educa e forma gradualmente i Suoi a quest’orizzonte di Salvezza universale: nessuna persona deve essere considerata irrecuperabile ed esclusa dall’incontro di fede e di amore con Dio, Creatore e Padre di tutti! (Vangelo).
Anche Paolo, coerente alla visione evangelica, riafferma che la salvezza di Dio è offerta a tutti e, perciò, anche a quella parte degli Israeliti, ancora, ostile e chiusa al Risorto, perché non resterà, per sempre, fuori dal Disegno della Salvezza universale di Dio Padre nel Figlio, morto e risorto per redimerci e salvarci tutti (Seconda Lettura).
Dio è Dio di tutti! Creatore e Padre, pietoso e misericordioso verso tutti, nessuno escluso, e tutti Noi siamo Suoi “figli” e, perciò, nessuno di Noi è un “cane”!




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