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Bruzzone ricorda Maria Rita Parsi: “Avevamo bisogno ancora di lei. Il suo ascolto trasformava le persone, perché da lei si sentivano ascoltate davvero”

Nel ricordo della criminologa, la delicatezza di una donna capace di mettere da parte il proprio ego e un insegnamento che riguarda tutti...


"Maria Rita era un animo gentile una persona speciale, una persona che l'ascolto l'ha trasformato nel suo strumento più potente. E il suo è un ascolto che trasformava le persone perché da lei si sentivano ascoltate davvero". Con queste parole la psicologa e criminologa forense Roberta Bruzzone ricorda la collega Maria Rita Parsi.

Due caratteri apparentemente opposti eppure, tra confessioni personali e professionali, entrambe legate dalla passione per la psicologia, riuscivano a ritrovarsi in un legame di profonda amicizia.

Continua Bruzzone: "Ascoltava i bambini, ascoltava le vittime, ascoltava anche, a volte, i carnefici. E ha sempre saputo dare un senso a quell'ascolto, contribuendo anche a trasformare, a cambiare molte persone. Perché era un ascolto reale, era un ascolto che sapeva mettere da parte l'ego ed era completamente concentrato sulla mente che aveva davanti. In questo credo che il suo insegnamento sarà indimenticabile, è stato prezioso."

Un ascolto autentico che riesce a penetrare nell'anima e a curare con la sola comprensione. Sono poche le persone dotate di un simile dono e Maria Rita Parsi era una di queste. Ma proprio il suo modo di ascoltare contiene un insegnamento che riguarda ciascuno di noi: mettere da parte il proprio ego per fare davvero spazio alla persona che abbiamo davanti.

Quante volte ascoltiamo qualcuno senza cercare immediatamente una risposta, senza interromperlo e senza ricondurre ciò che ci sta raccontando alla nostra esperienza? Sentirsi ascoltati davvero significa trovare qualcuno disposto ad accogliere anche le nostre paure e i nostri silenzi, senza giudicarli.

Bruzzone prosegue: "Era una persona delicata, era una persona buona, era una persona gentile, era una persona che aveva molta fiducia nel genere umano, sicuramente molta più di quanto nella vita ne abbia avuta io, e anzi spesso ci siamo trovati a parlare proprio di questo aspetto. Era preoccupata per me, più volte me lo diceva, perché, sapendo bene che tipo di lavoro svolgo da tanti anni, temeva che in qualche modo quella parte oscura potesse trovare spazio anche anche dentro di me, lo diceva anche Nietzsche "Quando si guarda un po' troppo spesso nell'abisso, alla fine è anche l'abisso che scruta dentro di te'."

E lei questo aspetto probabilmente lo sentiva. Nelle chiacchierate con lei, sempre molto apprezzate da parte mia, c'era questo invito a ritagliare dei momenti di gioia, dei momenti di legami solidi, di legami autentici, di divertimenti, di risate, di lasciare andare proprio anche la passione per le cose belle." Da queste parole si evince che il legame tra le due esperte andava oltre la professione. Maria Rita Parsi consigliava a Roberta Bruzzone di ritagliarsi dei momenti di bellezza, di spensieratezza e di leggerezza e questo è un insegnamento che vale per tutti. Infatti, quando ci focalizziamo solo su pensieri, situazioni ed esperienze negative rischiamo di essere travolti unicamente da queste, mentre se consentiamo alla bellezza di entrare nella nostra vita un po' ogni giorno preserviamo anche questo lato di noi.

Conclude l’esperta: “Ecco, mi piace ricordarla così, come un’anima preziosa, come una grandissima perdita per questo pianeta e per questa umanità travagliata. Avevamo bisogno ancora di lei.”

E tu, lettore che ci segui, hai mai incontrato una persona capace di ascoltarti davvero? Riesci a ritagliarti momenti di bellezza e leggerezza anche quando le preoccupazioni sembrano occupare ogni spazio?

Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Spesso confrontarsi e riflettere insieme è già il primo passo per comprendere meglio se stessi e ritrovare un po’ di serenità.



di Natalia Sessa

1 commento


Carla
2 ore fa

Mia figlia, che purtroppo non c' è più, sì in passato ho ritagliato pezzi del mio tempo x la serenità dell' anima, nel silenzio, era una goduria, ora da quasi sei mesi il silenzio è frastornante e non c'è più serenità

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